Gioco
Quaranta trentenni chiedono di staccare la spina alla giunta
Simone Bartoli ex assessore e Pd guida il gruppo di giovani «L’amministrazione ha fallito, il partito ne prenda atto»
LIVORNO. «I consiglieri comunali che ci rappresentano, con grande senso di responsabilità e risolutezza prendano atto dell’impossibilità di portare a termine onorevolmente il loro mandato e mettano fine a questa triste agonia». Ecco la sorpresa. L’appello a staccare la spina all’amministrazione Cosimi arriva da quaranta elettori di centrosinistra, tutti livornesi, per lo più under 40, capitanati dall’ex assessore provinciale e tesserato del Pd, Simone Bartoli.
Il gruppo ha scritto una lunga lettera in cui, senza troppi giri di parole, definisce inconcludente l’operato dell’amministrazione comunale e chiede di tornare alle elezioni prima della naturale scadenza del mandato. Un appello ai consiglieri comunali e al Pd. Ma anche un avvertimento al partito, perché i quaranta che oggi ci mettono la faccia (qualcuno è iscritto, molti non hanno mai fatto politica ma sono volti noti in città, come il musicista Gabriele Baldocci) potrebbero davvero rappresentare la base di quella lista civica alternativa di cui si vocifera da tempo tra gli scontenti di un circolo e l’altro.
«I sottoscritti elettori di centrosinistra – si legge nella lettera – profondamente delusi dall’attuale amministrazione, rivolgono un appello ai propri rappresentanti, consiglieri comunali, affinché mettano fine a una situazione non più procrastinabile». «La condizione della città – continua la nota – ormai fortemente aggravatasi dal punto di vista economico e sociale, è divenuta insostenibile per molte famiglie. Oggi più che mai sarebbe necessaria una forte determinazione per fronteggiare questa drammatica situazione».
«Invece – polemizzano i firmatari – non si vede attuato alcun elemento del programma a suo tempo presentato agli elettori: le grandi questioni, dalla realizzazione del piano strutturale della città allo sviluppo del porto, non vedono soluzione. Ciò che invece appare chiaro, sfortunatamente, è che allo stato attuale la maggioranza consiliare si è sfaldata politicamente, se non ancora nei numeri».
Si sono succeduti, scrivono, «quattro vicesindaci in una sola legislatura e il dibattito è fermo nella ristagnante incapacità di definire perfino gli organi rappresentativi del consiglio stesso (vicepresidente e presidenti della commissioni), dando l’impressione di utilizzare la cosa pubblica e gli organi istituzionali come tasselli di una strategia di autoconservazione, piuttosto che come strumenti necessari a produrre il bene comune».
Ed ecco l’appello-affondo: «Riteniamo, per il bene che vogliamo alla nostra città, che Livorno meriti di meglio. La comunità non può e non deve sopportare altri due anni in questa condizione di caos e inadempienza. La nostra richiesta ai consiglieri comunali che ci rappresentano è che, con grande senso di responsabilità e risolutezza, prendano atto dell’impossibilità di portare a termine onorevolmente il loro mandato e mettano fine a questa triste agonia».
«Solo in questo modo – chiudono – la città potrà ritrovare slancio e determinazione per rilanciare se stessa nel terzo millennio con una identità ritrovata e con un progetto di sviluppo e di crescita in grado di attrarre tutte le forze fresche e le migliori energie che vorranno contribuirvi».
L’iniziativa sarebbe nata una sera a cena, davanti a una birra, nel locale gestito da Bartoli. Tra i firmatari ci sono molti lavoratori del settore dello spettacolo, che ruotano anche intorno al Goldoni e al Grattacielo: oltre al musicista Gabriele Baldocci, c’è il fonico Alberto Battocchi, l’attore Andrea Gambuzza (che in queste settimane è in tournée con Isabella Ragonese), l’attore cinematografico Guglielmo Favilla. Poi baristi, metalmeccanici, cassaintegrati, un paio di ex Pci. E ancora Giacomo Del Gamba, figlio di Sergio, ex assessore Pci e presidente dell’Interporto, e Stefano Pilato, l’artista che realizza gli inconfondibili pesci fatti di materiale recuperato.
In cima alla lista c’è Simone Bartoli. Non si può certo dire che lui sia un volto nuovo della politica livornese. Ex Pci, ex assessore provinciale, ex membro della segreteria del Pd. Ha lasciato il gruppo dirigente quando è diventato consulente della società Bellabarba: un gesto che ha creato non pochi imbarazzi nel partito, nei mesi in cui è scoppiata la guerra per la discarica nell’ex cava del Monte La Poggia (oggi sotto sequestro). Forse proprio la vicenda del Limoncino ha finito di guastare i rapporti tra Bartoli e i vertici delle amministrazioni locali.
Fatto sta che l’iscritto al circolo Pd della Venezia è riuscito a radunare un bel gruppo di giovani. E chissà che non ne nasca davvero una lista civica. «Lo spirito di questa iniziativa – puntualizza – è quello di dare un contributo al Pd: svegliamoci, ci sono energie nuove che vogliono contribuire alla costruzione del futuro di questa città, non deludiamole. Mi auguro che la conferenza di programma del Pd diventi proprio l’occasione per cambiare passo. Il partito prenda atto del fallimento di questa amministrazione, da cui non ci aspettiamo più niente, e non abbia paura di ricandidarsi a governare la città con un progetto nuovo».
L’appello ai consiglieri comunali, chiarisce, non è tanto a staccare la spina con la votazione del bilancio (la prossima settimana), quanto a «tornare a votare alla prima occasione utile». Ovvero le politiche del 2013. Come ha chiesto anche Sel.
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