Italia
Equitalia, è Cardosi l’imbrattatore
LIVORNO. Colpo di scena nell’indagine della Digos sull’autore delle scritte “Ladri” sui muri della sede di Equitalia, in via Indipendenza. L’imbrattatore sarebbe Giampaolo Cardosi. E chi avrebbe mai...
LIVORNO. Colpo di scena nell’indagine della Digos sull’autore delle scritte “Ladri” sui muri della sede di Equitalia, in via Indipendenza. L’imbrattatore sarebbe Giampaolo Cardosi. E chi avrebbe mai immaginato che a deturpare il palazzo con quelle scritte di tutti i colori, potesse essere l’ex vigile capellone, già protagonista di controverse vicende giudiziarie.
Venerdì era emersa la notizia che l’imbrattatore seriale era stato individuato e denunciato. Ieri mattina, poi, la Digos ha svelato l’identità di chi, ogni volta che quel messaggio “Ladri” contro Equitalia veniva cancellato, provvedeva a farlo ricomparire sulla parete del palazzo alle spalle di piazza Cavour.
L’ex vigile è stato individuato grazie alle telecamere messe fuori dall’edificio lo scorso gennaio, dopo l’episodio del pacco contenente proiettili fatto recapitare all’agenzia. Alla sede livornese, dopo vari attentati avvenuti in tutta Italia, era arrivato un plico, intestato al direttore, che conteneva un proiettile calibro 7.65 e un foglio con esplicite minacce.
A Cardosi gli agenti della Digos, coordinati dalla pm Antonella Tenerani, sono arrivati nel corso delle indagini sull’attentato contro Equitalia avvenuto a colpi di molotov la notte del 12 maggio. L’inchiesta è tuttora in corso e gli inquirenti non escludono che tra l’attentato di maggio e le scritte ci sia un legame. Quelle contestate a Cardosi risalgono al 2 e al 12 maggio, e poi al 9 giugno. Ma già da mesi altre scritte analoghe erano apparse fuori dall’agenzia Equitalia.
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