Il Tirreno

Livorno

Lavoratori contro Cosimi Caprilli, salta la trattativa

I dipendenti: «Il Comune faccia un accordo sindacale per ricollocarci o Alfea ritiri la liberatoria». In mattinata la protesta degli imprenditori ippici

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LIVORNO. Salta la trattativa per aprire l’ippodromo. Dopo una giornata di confronti tra Comune, Alfea e lavoratori, ieri in serata è emerso che l’accordo non è stato trovato. Anzi durante il tavolo di concertazione è scaturito un vero e proprio scontro fra il sindaco e i venti dipendenti della Labronica corse, in cassa integrazione da gennaio. «Oggi pomeriggio (ieri, ndr) - spiega il primo cittadino - abbiamo fatto un’offerta chiara. Per il periodo fino al 31 dicembre Alfea avrebbe assunto 18 dei 20 lavoratori, e gli altri sarebbero rimasti in cassa integrazione, con l’impegno della Labronica a integrare in qualche modo i loro introiti». Quanto al futuro, «il Comune si prendeva l’impegno, entro la fine del 2013, a creare occasioni per ricollocare quei lavoratori che Alfea non avrebbe potuto assumere (12 o 13)». Certo, per una soluzione del genere i venti dipendenti avrebbero dovuto firmare la liberatoria chiesta da Alfea per evitare future contestazioni, in caso di licenziamenti. «La liberatoria ha un senso - chiude Cosimi -. Alfea, con la crisi nazionale dell’ippica ha paura di doversi accollare tutti i dipendenti».

I venti lavotori, dal canto loro, pretendono una tutela, da parte del Comune o di Alfea. E raccontano le trattative di ieri. «Durante l’incontro con Cosimi, Picchi e il liquidatore della Labronica - spiega Umberto Tedeschi, della Rsu Caprilli - abbiamo detto che saremmo stati disposti a firmare la liberatoria, rivedendone il testo, a condizione che il Comune trasformasse la promessa di ricollocarci tutti in un accordo sindacale che avesse un valore legale. Cosimi e Picchi hanno detto che questo non è possibile». Comunicata la situazione ai dipendenti in attesa fuori dal Comune, «Luongo (anche lui della Rsu) ha comunicato al Comune la decisione di respingere la proposta e ad Alfea ha chiesto di ritirare la liberatoria. O il Comune o l’Alfea devono garantire per il futuro dei dipendenti». Tra l’altro, aggiunge Tedeschi, «abbiamo saputo che il sindaco, in modo strumentale, dopo l’incontro ha fatto sapere al presidente di Assogaloppo che la trattativa era saltata. La riflessione degli operatori ippici è che ormai si sia pronti a lasciare il Caprilli». La giornata di ieri era cominciata proprio con una manifestazione di Assogaloppo (imprenditori del settore) e Unag (unione allenatori galoppo) davanti a Palazzo Civico. La protesta è stata pacifica, ma rumorosa. Fino a quando una delegazione è stata ricevuta nelle stanze del Comune dal sindaco Alessandro Cosimi e dal vicesindaco Bruno Picchi.

Poi gli sviluppi della giornata, conclusa con uno strappo. Intanto ieri in tarda serata i lavoratori si sono riuniti al Caprilli, convocando tutti i partiti di maggioranza, per fare il punto sulla situazione.

(a.c.-g.c.)

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