Sicurezza
Il prefetto dà ragione al Comune e a Bianchi
LIVORNO. Il prefetto dà ragione al Comune. Dal palazzo del Governo non partirà alcuna diffida per obbligare il presidente del consiglio comunale, Enrico Bianchi, a convocare subito una seduta per...
LIVORNO. Il prefetto dà ragione al Comune. Dal palazzo del Governo non partirà alcuna diffida per obbligare il presidente del consiglio comunale, Enrico Bianchi, a convocare subito una seduta per discutere la petizione sugli annessi agricoli lungo le colline livornesi firmata da oltre mille cittadini.
A chiedere l'intervento del prefetto era stato il capogruppo di Idv, Andrea Romano, che accusava i vertici di Palazzo Civico di avere ignorato il regolamento ritardando la discussione dello scottante tema. «Non si rinvengono – c'è scritto nella lettera di risposta inviata ieri a Romano dal prefetto – i presupposti normativi per l'attivazione dell'intervento sostitutivo del prefetto». «La petizione – continua la nota – è stata iscritta all'ordine del giorno del consiglio del 16 aprile, per poi essere mantenuta in quelli successivi, in conformità a quanto previsto dalle fonti statutarie e regolamentari del Comune».
Soddisfatto Enrico Bianchi: «Ringrazio gli uffici che in nove anni non mi hanno mai deluso e hanno dimostrato competenza e correttezza. Se poi Romano vuole contestare anche il prefetto…Comunque la petizione –sarà discussa subito dopo il bilancio, c'è l’impegno mio e del vicesindaco Bruno Picchi».
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