Il Tirreno

Livorno

«Gli daremo il diploma» L’Iti onora il giovane

Il prof Salotti gli insegnava progettazione: «Terminati gli esami di maturità voleva andare a Malta con un gruppo di amici. Era un ragazzo leale»

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LIVORNO. La preside non ha dubbi: l’Iti vuole che Mattia ottenga comunque la maturità. «Chiederemo il riconoscimento - spiega Giulina Ficini, dirigente scolastica dell’Iti Galilei - dell’attestato di diploma, ci siamo già attivati». Mentre l’istituto si muove per onorare Mattia, i suoi insegnanti sono sotto choc.

«Aveva un sorriso che rischiarava le giornate». Guarda in terra e parla con un filo di voce Riccardo Salotti, il prof che da settembre insegnava disegno e progettazione in quinta B all’Iti Galilei, la classe di Mattia Schiavetti. Un filo di voce che gli si strozza in gola ogni volta che prova a descrivere quel ragazzo solare che è morto tornando a casa dopo la seconda prova dell’esame di maturità e che invece aveva tutta la vita davanti. Il prof Salotti conosceva bene Mattia, era già stato suo allievo quando frequentava la terza classe dell’Iti. Quell’anno gli ha insegnato meccanica, che poi è rimasta una delle materie preferite di Mattia. «Era un ragazzo in gamba - dice Salotti - da tutti i punti di vista». Sì perché Mattia non era solo un bravo studente, con una bella pagella, come ricorda anche la preside della scuola Giuliana Ficini.

Mattia era una persona di valore. «Educato, onesto e leale, questo è importante», ricorda Salotti, che mentre parla abbassa gli occhi e resta immobile. Immagina il volto aperto di Mattia, il suo sorriso, i suoi occhi vivaci.

È sotto choc il prof, come tutti qui all’Iti. I ragazzi sono increduli, si guardano intorno come avessero perso punti di riferimento. Sono sconvolti anche i professori, che in questi giorni di esame devono proseguire il loro lavoro, ma girano nei corridoi abbassando lo sguardo e stringendo le labbra ogni volta che incontrano gruppi di studenti. Perché negli occhi di ognuno di questi ragazzi rileggono Mattia e la sua voglia di vita.

Aveva fatto progetti per il futuro Mattia, finita la maturità sarebbe andato in ferie. «Voleva andare a Malta - dice Salotti - me ne aveva parlato già mesi fa. Mi aveva chiesto consigli sui luoghi da vedere. Voleva andare con i suoi amici, il gruppo con cui andava al mare. Mattia aveva tantissimi amici, lo conoscevano tutti in città». Invece due giorni fa tutto si è fermato lungo via Barontini, tra Stagno e Guasticce, in quel maledetto scontro che ha distrutto tutto. Stop ai sogni per il futuro, all’amore per la fidanzata Alice, alla passione per il calcio. Eppure nel futuro Mattia ci credeva, e tentava di interpretare il mondo con gli occhi dell’uomo che era pronto a diventare, come ha scritto anche nella prima prova dell’esame di maturità. Mattia, come prova di italiano, aveva scelto il saggio breve sull’argomento “I giovani e la crisi”, in cui si chiedeva di commentare una serie di documenti riguardanti appunto la condizione giovanile. Fra dati Istat e articoli di giornali, era inserita anche la nota frase pronunciata nel 2005 da Steve Jobs ai ragazzi di Stanford: «Il vostro tempo è limitato. Non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione». Mattia, nel suo saggio, si è soffermato molto su questa frase, riflettendo sull’importanza di costruirsi un futuro. Lui che il cuore l’aveva sempre seguito e capiva il valore del coraggio ha dovuto fare i conti con i limiti del tempo. Troppo poco tempo.

Anna Cecchini

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di Redazione web