Gioco
Tenta raggiro sulla tomba, «trenta euro per pulire»
La denuncia di una signora ai carabinieri dopo la visita ai Lupi. «Ho trovato il loculo devastato, poi si è avvicinato un uomo e mi ha chiesto quei soldi»
LIVORNO. Il raggiro del dolore al cimitero dei Lupi si divide in due fasi: prima qualcuno devasta la tomba, poi un complice o forse lo stesso che ha compiuto i danneggiamenti, si presenta dai parenti sbigottiti alla vista del disastro e chiede soldi per rimettere in ordine ghiaino, terra, fiori e telaio.
L’allarme lo ha lanciato in una dettagliata denuncia ai carabinieri una signora di 63 anni mercoledì pomeriggio. Ma la voce di un signore sui 65 anni che chiede «30 euro per pulire» è qualche settimana che gira per i corridoi del cimitero comunale di Corea. «La signora – spiegano però i militari – è l’unica che per adesso si è fatta avanti in modo concreto».
Il racconto della donna, che si è presentata alla stazione di via Fabbricotti intorno alle 18 di mercoledì, inizia qualche ora prima. «I miei cari – spiega la sessantatreenne – sono sepolti al cimitero dei Lupi e anche oggi sono andata al campo santo per mettere dei fiori freschi. Passando dalla tomba di mia suocera – va avanti – mi sono accorta che era stata danneggiata: il ghiaino era stato spostato, la terra alzata, le piante buttate di lato e della tomba restava solo il telaio».
È in questo momento che la signora viene avvicinata da un uomo che lei descrive «passata la sessantina». «Mi ha detto che si sarebbe offerto volentieri di rimettere in ordine se gli avessi consegnato trenta euro». A questo punto però, la donna, indispettita, ha rifiutato dicendo di aver già contattato l’Svs che si sarebbe occupata del lavoro.
Dopo quella conversazione un po’ sospetta, la signora ha iniziato a guardarsi intorno. «Ho visto altre tombe rovinate vicino a quella di mia suocera – racconta – e soprattutto attorno a quei loculi ho notato diversi parenti delle persone scomparse che si erano fatti convincere da quell’uomo e gli stavano dando i trenta euro che aveva chiesto anche a me pochi minuti prima». Per il momento il reato ipotizzato dai carabinieri è quello di «vilipendio delle tombe», ma non è escluso che a questo possa aggiungersi anche il reato di truffa. Prima di tutto però sarà necessario verificare la fondatezza della denuncia.
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