Il Tirreno

Livorno

Il Pd corregge Cosimi «Cambia il bilancio»

di Alessandro Guarducci
Il Pd corregge Cosimi «Cambia il bilancio»

LIVORNO. Il Pd ribadisce il suo no alla super-Imu decisa dall’amministrazione comunale (aliquota del 5,8 per mille sulla prima casa, la più alta in Toscana) e lancia una proposta choc: meglio...

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LIVORNO. Il Pd ribadisce il suo no alla super-Imu decisa dall’amministrazione comunale (aliquota del 5,8 per mille sulla prima casa, la più alta in Toscana) e lancia una proposta choc: meglio approvare un bilancio di previsione “scoperto”, che aumentare la pressione tributaria sui livornesi. Una provocazione politica, ovviamente, visto che una manovra finanziaria con segno negativo da parte del Comune sarebbe impallinata prima dai sindaci revisori e poi dalla Corte dei conti.

Ma dalle parole del segretario Yari De Filicaia traspare chiaramente il disagio che sta vivendo il partito di maggioranza di fronte a un bilancio di previsione che, se non verrà modificato, metterà in maniera pesante le mani nelle tasche dei contribuenti.

«L’aliquota del 5,8 per mille sulla prima casa è insopportabile - afferma Yari De Filicaia - e quindi dovranno essere percorse tutte le strade possibili per evitare che venga applicata: siamo anche disposti ad approvare un debito di bilancio, se non addirittura un bilanciuo scoperto, se questo potrà servire a cancellare l’attuale previsione dell’Imu sulla prima casa».

Sì, avete capito bene: con la solita schiettezza che lo contraddistingue, Yari De Filicaia chiede ad Alessandro Cosimi e alla giunta di correggere la manovra economica. Il problema è che di tempo a disposizione ne è rimasto davvero poco, visto che tra meno di una settimana (il 28 giugno) il consiglio sarà chiamato a discutere e ad approvare il provvedimento della giunta. Non era il caso che il Pd si svegliasse un po’ prima?

«Siamo sempre stati contrari a un incremento consistente dell’imposta sulla prima casa - replica il segretario del Pd comunale - e anche nell’ultima riunione di maggioranza abbiamo espresso il nostro parere negativo sull’Imu al 5,8 per mille. Ma di fronte al rischio di possibili tagli al sociale e alla scuola avevamo un po’ frenato. Anche per fare una riflessione. Poi, però, c’è stata una novità che ha rimesso tutto in discussione e di conseguenza riteniamo opportuno che l’amministrazione intervenga e corregga il tiro sulla pressione fiscale».

La novità a cui si riferisce il segretario del Pd è quella emersa la scorsa settimana durante il vertice a Palazzo Chigi tra il premier Mario Monti e l’Anci: i sindaci, tra i quali era presente anche Alessandro Cosimi, hanno incassato l’ok al ritorno del gettito totale dell’imposta, a partire dal prossimo anno, nelle casse comunali. La revisione dell’imposta, secondo quanto emerso dall’incontro, porterebbe al superamento dei residui trasferimenti da parte dello Stato: il fondo di riequilibrio verrebbe a quel punto alimentato con lo stesso gettito Imu e non più attraverso risorse statali. In parole povere, ai Comuni andrebbe tutto il gettito Imu (attualmente il 50%va allo Stato, ad eccezione di quello della prima casa) e lo Stato, a sua volte, non darebbe più risorse agli enti locali. Altra apertura ottenuta è quella sul patto di stabilità, con l’ipotesi di uno sblocco di residui passivi per oltre 1 miliardo di euro per permettere la spesa in investimenti. «Non è una novità di poco conto - prosegue De Filicaia - perchè questo scenario offre al sindaco e alla giunta la possibilità di ridurre fin d’ora l’aliquota Imu sulla prima casa senza andare a toccare le risorse destinate ai settori del sociale e della scuola. Come? Il suggerimento che posso dare all’amministrazione è di mettersi al lavoro per capire se le entrate derivanti dall’Imu nel 2013 saranno maggiori rispetto ai trasferimenti ottenuti quest’anno dal nostro Comune: se il saldo dovesse essere positivo, come penso, potremo subito anticipare quel risultato e andare a ridurre l’Imu».

Resta il fatto che un’operazione del genere richiede del tempo, mentre il bilancio va approvato entro la fine di giugno. «Ma la legge prevede che i Comuni possano rivedere le aliquote Imu entro il 30 settembre prossimo - sottolinea De Filicaia - Quindi la giunta ha tutto il tempo per fare effettuare le necessarie valutazioni agli uffici finanziari, per poi fissare le nuove aliquote».

In vista della discussione in consiglio comunale, che si annuncia piuttosto accesa anche dopo le clamorose defaillance del Pd nelle circoscrizioni, De Filicaia indica due opzioni per la giunta: la prima è quella di cancellare dal bilancio la decisione che fissa l’aliquota sulla prima casa al 5,8 per mille e di rinviare la quantificazione al prossimo settembre. Ma è la seconda, quella che probabilmente sarà percorsa dall’amministrazione.

«Noi possiamo anche votare il bilancio di previsione così com’è - afferma il segretario del Pd - ma ci vuole un impegno preciso da parte del sindaco a rivedere, e quindi a diminuire, l’imposta sulla prima casa alla luce di quelle che saranno le stime sul gettito Imu del 2013. Faccio un esempio: se per il prossimo anno gli uffici prevedessero un saldo attivo di 2 milioni di euro, questa cifra potrebbe essere subito utilizzata per ridurre dello 0,4 l’aliquota, visto che ogni 0,1 è pari al gettito di 500mila euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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