Gioco
«Fuori Oriana Rossi dal nostro gruppo»
Il Pd della 4 vota l’espulsione della bindiana che ha bocciato il bilancio. Il caso passa ai probiviri
LIVORNO. «Fuori Oriana Rossi dal nostro gruppo». Mercoledì notte, subito dopo la clamorosa bocciatura del bilancio di previsione del Comune, il presidente della circoscrizione 4, Federico Pini, ha riunito i consiglieri del Partito Democratico eletti tra le file di via Menasci. In un clima di grande caos e tensione, ha proposto l'espulsione della bindiana Oriana Rossi, che ha votato contro la manovra presentata dall’assessore Valter Nebbiai, insieme ai consiglieri di Rifondazione e del Pdl.
Il suo no, per la verità, è stato determinante nella bocciatura del provvedimento, visto che il risultato finale è stato di 9 a 8.
La proposta di espellere Rossi dal gruppo del Pd è stata votata all’unanimità dai presenti (esclusa, ovviamente, la diretta interessata). Così ora in casa democratica si è aperta una guerra in punta di regolamento e affondi politici.
«La consigliera – interviene Pini – si è espulsa da sola: chi determina la bocciatura di un provvedimento chiave per l’amministrazione, in contrapposizione con la maggioranza, se ne chiama automaticamente fuori. Non era mai accaduto nella storia della 4 che fosse bocciata la manovra di bilancio».
«Rossi – riprende il presidente – aveva già votato contro altri provvedimenti, come la variante abitare sociale. È legittimo, per carità. Ma ieri ha influito sulla bocciatura di un atto chiave, peraltro senza considerare che la stessa maggioranza aveva presentato all’assessore un documento in cui chiedeva un impegno nell’abbassamento dell’Imu e dei premi ai dirigenti comunali. Guarderemo bene cosa dice il regolamento, ma non ci sono più le condizioni perché resti nel gruppo Pd».
Il capogruppo del Pd in circoscrizione 4, così come fatto alla circoscrizione 1 (dove il bilancio non è passato) ha scritto alla segreteria comunale del partito chiedendo la convocazione della commissione di garanzia. In altre parole l’intervento dei probiviri per valutare se ci siano gli estremi per espellere i bindiani “dissidenti” dal partito.
Dall’altra parte Oriana Rossi controbatte che «mi riservo di valutare se la procedura seguita dal presidente sia corretta» e a polemizza che «sono molto più democratica di chi mi vorrebbe espellere». La consigliera rivendica la scelta fatta: «Lo stesso segretario del partito ha dichiarato al Tirreno che ci sono parti del bilancio da rivedere, a partire dall’aliquota Imu al 5,8 per mille. Spero che questa azione possa servire a scuotere chi di dovere, arrivando alla modifica di almeno una parte della manovra». E denuncia di essersi «sentita aggredita».
Pini respinge le accuse al mittente: «Non ho né offeso né minacciato, io ho posto solo questioni di carattere politico, a differenza di qualcun altro...».
Non ci sta il leader dei Democratici Davvero, Antonio Ceccantini, che rivolgendosi ai vertici della circoscrizione 4 dice: «Non possono buttare fuori nessuno. Stiamo parlando di consiglieri eletti all’interno delle liste del Pd. Se c’è qualcuno che può decidere è la commissione di garanzia, e a questo punto sono io a chiederla. Davanti alla commissione sarà detto tutto quello che c’è da dire, a partire dall’atteggiamento intimidatorio mostrato nei confronti dei consiglieri». Il clima, nel Pd, si fa sempre più teso. «I consiglieri – chiude Ceccantini – hanno funzione di indirizzo e controllo, ma forse a qualcuno questa parola non piace». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google