Il Tirreno

Livorno

Arriva anche la stangata sull’Irpef

di Alessandro Guarducci
Arriva anche la stangata sull’Irpef

La giunta approva l’aumento diversificato per fasce di imponibile: così l’addizionale raddoppia per i redditi più alti

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LIVORNO. «L’incremento della pressione tributaria previsto dal bilancio di previsione è eccessivo. Così, proprio, non può andare». Il giudizio di Yari De Filicaia, segretario del Pd comunale, è lapidario. E non riguarda solo l’aliquota Imu sulla prima casa, fissata dalla giunta al 5,8 per mille con tanto di record regionale di cui tutti avrebbero preferito fare a meno. Nel dibattito politico cittadino, ad una settimana esatta dal voto sulla manovra finanziaria in Comune, sta infatti per abbattersi un nuova tempesta: la stan gata sull’addizionale Irpef.

Il sindaco e la giunta, come già dichiarato ampiamente nei mesi scorsi, hanno deciso di aumentare la tassazione sui redditi: inizialmente era stato ipotizzato di applicare a tutti l'aliquota massima (lo 0,8, cioè il doppio dell'attuale), poi l’amministrazione ha preferito optare per un incremento più morbido, diversificato per fasce di reddito. Lo 0,8%sarà perciò applicato solo ai redditi superiori ai 75mila euro annui, mentre per gli altri scaglioni la tassazione sarà inferiore. Anzi, per la fascia fino a 15 mila euro - che a Livorno conta ben 44.341 soggetti, quasi la metà del numero complesivo dei contribuenti livornesi - l'addizionale resterà ferma allo 0,4. Con questa operazione, che è stata confermata negli atti allegati alla manovra di bilancio, l'amministrazione Comunale prevede di incassare 8.840.000, circa un milione e settecentomila euro in più del gettito accertato nel 2011. Se invece fosse stato applicato lo 0,8 per cento a tutti i contribuenti il Comune avrebbe incamerato oltre 10 milioni di euro. Certo è, che sempre di stangata si tratta: seppur ammorbidita, la manovrà andrà ad intaccare la busta paga di tanti livornesi e si sa che in questa fase così delicata dal punto di vista economico, ogni scatto in avanti delle tasse pesa come un macigno sulle famiglie.

Del resto, i livornesi versano al fisco già 3.132 euro (questo è l’importo medio pro-capite relativo alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2010), e quindi anche l’aumento di alcune decine di euro finisce per costituire un vero e proprio salasso. E poi c’è da dire che altre amministrazioni che hanno aumentato l’Imu, hanno scelto di non toccare l’Irpef. O viceversa. Da noi, invece, l’aumento riguarda sia l’Imu che l’Irpef (quest’ultima, va detto, era ferma dal 2004): se non ci saranno cambiamenti in corso d’opera, la pressione tributaria schizzerà inevitabilmente ai massimi storici. La rimodulazione - decisa dall’amministrazione - della manovra Irpef sugli altri scaglioni di reddito prevede infatti lo 0,5% per l'imponibile tra 15.0001 e 28.000 euro; lo 0,6% da 28.0001 a 55.000 euro ; lo 0,7% da 55.001 a 75.000. Lo 0,8%, appunto, per i redditi superiori ai 75mila euro. Questa aliquota interesserà 595 contribuenti con partita Iva (commercianti, professionisti, etc.), pari al 4,5% dei contribuenti di questa categoria, e 1.455 lavoratori dipendenti, pari all'1,5% di coloro che a Livorno presentano Unico, Cud o modello 730. Lo scaglione più consistente di contribuenti, in entrambe le categorie, è - secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate - quello sotto la soglia dei 28mila euro: ben 10.160 soggetti con partita Iva (si sfiora l'80% del totale) e 78.506 lavoratori dipendenti (di poco superiore all'80%). Insomma, quasi 90mila contribuenti a Livorno dichiarano di avere un reddito inferiore ai 28mila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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