Attenzione
Rossignolo dà forfait e chiede 55 milioni
LIVORNO. «È la conferma che la credibilità dell'azienda è ormai pari a zero". L'assessore regionale Gianfranco Simoncini, il sindaco Alessandro Cosimi e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà...
LIVORNO. «È la conferma che la credibilità dell'azienda è ormai pari a zero". L'assessore regionale Gianfranco Simoncini, il sindaco Alessandro Cosimi e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà hanno un diavolo per capello sul caso De Tomaso (ex Delphi): all'incontro a Roma in cui il ministero aveva convocato l'azienda, i Rossignolo non si sono visti. Hanno semplicemente spedito una lettera per annunciare che avrebbero disertato l'appuntamento di ieri perché non intendono partecipare a riunioni a scopo solo mediatico.
Come se non bastasse, la famiglia Rossignolo chiede 55 milioni di euro alle istituzioni per continuare a tenere in vita, come riferisce l’assessore regionale piemontese Claudia Porchietto: la proprietà ritiene che da solo il marchio valga 40 milioni e questo «dovrebbe obbligare moralmente le istituzioni a intervenire». Una richiesta che le istituzioni hanno respinto al mittente giudicandola come una beffa: non solo è offensiva nei riguardi dei lavoratori De Tomaso ma è anche impossibile qualunque confronto «con un interlocutore che non si presenta», dicono Simoncini, Cosimi e Kutufà.
A questo punto, le istituzioni vogliono sgombrare il campo da Rossignolo («l'auspicio è che il tribunale valuti con attenzione le istanze che gli sono state rivolte»). Nel comunicato congiunto si fa riferimento al tentativo di «avere al più presto nuovi interlocutori con i quali poter ricercare e sperimentare nuove ipotesi per l'occupazione dei lavoratori e la reindustrializzazione dei siti». Solo una eventualità astratta? Dal ministero è stato riferito che in realtà ci sarebbe qualcosa di più concreto ma a patto che la trattativa sia con le istituzioni e non con altri.
Mentre il 4 luglio è in agenda l’udienza di fronte al giudice fallimentare in cui l’azienda potrebbe chiedere il concordato, intanto le istituzioni mettono in pista le azioni legali per riavere indietro i soldi dati a Rossignolo: i 460mila euro di prestito obbligazionario di Spil, i soldi della Regione dati per la formazione. (m.z.)
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