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Livorno

Rabbia operaia contro il sindaco dopo il corteo dei sindacati

Rabbia operaia contro il sindaco dopo il corteo dei sindacati

A tu per tu con i lavoratori al presidio davanti a Palazzo Rosciano. Cosimi: «Bisogna affrontare il problema dell’occupazione ma tenendolo separato dal Prg». Rifondazione: sos per Unicoop e Agelp

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«Il porto muore, e voi cosa fate?». Lo grida un lavoratore al sindaco Alessandro Cosimi che, per entrare a Palazzo Rosciano, fende il presidio di oltre duecento persone davanti alla sede dell'Authority. Dentro quel “voi” c'è di tutto, di più: non importa che, in punta di principio, le competenze sul porto siano in capo all'Authority anziché al Comune, quel “voi” è diretto al governo allargato della città, a una classe dirigente, a un ceto politico. E se le urla investono il sindaco è soprattutto perché la personalizzazione della politica e la riforma degli enti locali ne hanno fatto il re e il parafulmine degli umori collettivi. E' quel che si capisce quando saltano fuori le altre “voci di dentro” dalla folla esasperata: «Dovete andarvene tutti». E poi: «Lo volete capire che qui rischiamo di trovarci tutti a zero?». Il refrain è quel “tutti”, quel “voi”.

Giuliano Gallanti, presidentissimo dell’Authority, è già dentro Palazzo Rosciano da un’ora. Accanto al sindaco c'è il vice Bruno Picchi e c'è il presidente della Provincia Giorgio Kutufà. Ma è con Cosimi che scatta il faccia a faccia. E' teso in volto il sindaco a tu per tu con la rabbia operaia («ci avete messo addosso anche l'Imu più cara di tutti») mentre parte un coro con slogan di protesta. Cosimi incassa gli attacchi, assorbe l'esasperazione, prova a ribattere, argomenta. Si infuria però – l’ha fatto altre volte, anche in consiglio comunale – quando il venticello della contestazione porta qualcuno a prendersela con la "casta", anche quella di rango minore formato locale, perché è tutto un «magna magna»: non gli va giù che sia messa in dubbio la onestà personale.

I sindacati Cgil Cisl Uil di categoria hanno messo in pista il corteo e il presidio per riportare nel menù la questione del lavoro: 1) il “patto sociale” sul quale hanno ottenuto consensi diffusi «eppure mai approdati a nulla», 2) il destino dell’ Agelp; 3) un sistema di regole sotto la regia dell’Authority.

Cosimi sottolineerà poi che «quello del lavoro è un problema reale: ma solo tenendolo su un tavolo separato rispetto alla questione Prg, si potrà discutere di regole, tutele e sicurezza in modo forte e intelligente. Bisogna costruire le condizioni che attirino gli investimenti nel nostro territorio e un nuovo piano regolatore, così come l’inserimento dello scalo labronico nel corridoio fra Helsinki e Malta, gli impegni di Regione e Ferrovie, il progetto di una espansione per moduli sono tasselli fondamentali del puzzle. Ma c’è da garantire anche che nel frattempo questa fase di transizione non abbia sconquassi». Cosimi prova a fare il riassunto in una frase: «I lavoratori non sono sconfitti bensì tutelati dalla programmazione con il Prg».

L’altro Cosimi, Lorenzo, segretario di Rifondazione comunista, torna alla carica battendo il tasto delle regole («trascurato in questi anni a livello nazionale dal governo di centrodestra, ma trascurato e sottovalutato anche a livello locale specialmente nell'ultimo anno». Il Prc punta il dito contro due aspetti: l’autorizzazione a Seatrag mette a rischio il posto di 40 addetti Unicoop; sono spesso dribblate le regole sull’uso dell’articolo 17 e questo è l’origine dei guai di Agelp. « Il lavoro – sottolinea – non può essere il fattore sul quale scaricare i costi». (m.z.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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