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«Presidente, mandi la marina militare»

«Presidente, mandi la marina militare»

Fusti tossici: ecco la lettera che gli enti locali hanno inviato a Mario Monti per sollecitare l’intervento al largo di Gorgona

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LIVORNO. «Si invita il Governo ad attivarsi con tutti gli strumenti e i mezzi a disposizione, compreso l'eventuale utilizzo della Marina Militare, per consentire il recupero dei fusti tossici nel minor tempo possibile, salvo poi rivalersi in danno con la Società Armatrice».

Inizia così la lettera che Regione Toscana, Provincia e Comune di Livorno, Provincia e il Comune di Pisa, hanno inviato ufficialmente in questi giorni al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti. I fusti di cui si parla sono ovviamente i 198 dispersi dall'Eurocargo Venezia nelle acque del Santuario dei Cetacei la notte del 17 dicembre.

Dal 6 giugno scorso, a circa dieci miglia a nord est dall’isola di Gorgona è in corso la campagna di recupero finanziata dalla Grimaldi, dei bidoni individuati tra il 18 e 24 febbraio scorso. Per il momento all’appello mancano ancora 72 bidoni tossici e difficilmente saranno riportati tutti in superficie e la stessa Arpat ha sempre detto che più le sostanze stanno in mare e maggiore è il rischio che la catena alimentare possa contaminata.

Ecco perché dopo l’annucio, all’inizio di giugno, di voler chiedere al presidente del Consiglio l’intervento del Governo, ieri gli assessori all'Ambiente del Comune di Livorno Mauro Grassi e della Provincia di Livorno Nicola Nista hanno rinnovato formalmente quella richiesta.

Si legge nella lettera indirizzata a Monti, «mentre, seppur con ritardo è prevedibile che entro il 12 luglio vengano recuperati e correttamente smaltiti i 96 fusti già individuati con la prima campagna di ricerca, ciò che desta vivo allarme e sincera preoccupazione è il destino degli altri 102 bidoni dispersi. Rimangono tuttora più di 100 (in realtà sarebbero 72 ndr) bidoni in fondo al mare di cui si ignora la posizione.In questa situazione critica si inseriscono in queste ore le difficoltà addotte dall'Armatore a continuare la ricerca, a causa degli alti costi che sarebbero prodotti da una nuova campagna con più ampio perimetro e maggiore profondità di fondale. In attesa di ulteriori sviluppi – proseguono - le ricerche sono state quindi interrotte col rischio costante di vedere peggiorare lo stato ambientale di un ecosistema particolarmente delicato come quello dell'Arcipelago Toscano, sede di un parco già martoriato dagli eventi legati alla Costa Concordia».

Da qui, appunto, la richiesta al Governo, firmata da Enrico Rossi, Giorgio Kutufà, Alessandro Cosimi, Andrea Pieroni, Marco Filippeschi, per il recupero dei bidoni.

L'assessore all'Ambiente del Comune di Livorno Mauro Grassi e l'assessore all'Ambiente della Provincia di Livorno Nicola Nista sottolineano che «abbiamo mantenuto l'impegno di inviare una richiesta al Governo perché si adoperi per il recupero dei bidoni, rivalendosi sulla società armatrice sulla base del principio che “chi inquina paga”». Anche se il monitoraggio delle acque e del pescato non ha rilevato fino a questo momento alcuna anomalia, i fusti vanno tolti dal nostro mare, per la sicurezza e la tranquillità dei cittadini. Siamo completamente d'accordo – sottolineano Grassi e Nista – con chi a Livorno raccoglie le firme per «togliere i bidoni», e questa lettera rappresenta l'adesione, o meglio, la firma delle istituzioni a questa campagna, oltre a rappresentare un ulteriore atto concreto da parte delle istituzioni stesse, messo in campo rispetto alla vicenda».

Grassi e Nista promettono che le istituzioni si impegneranno a mantenere «la task force che oggi è impegnata a far sì che i monitoraggi e le analisi sulle acque e sul pescato continuino finché la ricerca dei fusti non sarà completata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web