Toscana
Nonno Pietro insegna ai ragazzi a fare l’orto
Gli alunni della D’Azeglio prendono lezione su come si fa a coltivare ortaggi e verdure grazie alla disponibilità di Pietro Del Rio che spiega come fare.
LIVORNO. In pieno centro, a pochi passi dalla caotica via Grande, spunta un orto in mezzo al cemento. Un'oasi di felicità nel traffico cittadino. "Orto in città" è il progetto che ha coinvolto le classi prime e seconde della scuola elementare "D'Azeglio". «Solitamente le iniziative di questo genere - ammette Silvana Zenga, docente di scienze, referente per le classi seconde – sono imposte ai bambini e calate dall'alto in base ai gusti dell'insegnante. Nel nostro caso è avvenuto l'inverso: "Orto in città" nasce per dare risposta a un'esigenza e una curiosità che i nostri alunni avevano manifestato». Molti degli studenti non avevano mai visto un gallo o una gallina scorazzare in un pollaio, «altri – aggiunge l'insegnante – talmente abituati a vedere i fagioli in scatola, nelle confezioni che si trovano al supermercato, avevano difficoltà a credere che nascessero dalla terra». Coltivare un orto insieme ai compagni di classe, piantare con le proprie mani i semini, prendersi cura della piantina che nascerà e proteggerla dal freddo o dal troppo sole, è il miglior modo per familiarizzare con frutta e verdura. Serviva tuttavia, l'aiuto di un "esperto del mestiere". Ecco dunque che entra in scena nonno Pietro. Solo grazie alla sua preziosa collaborazione l'orto ha preso forma. «Mia moglie – racconta Pietro Del Rio – è stata una docente delle scuole D'Azeglio, che attualmente sono frequentate dalle mie nipotine di 7 e 10 anni. Parlando con la loro insegnante è nata l'idea di realizzare un orto all'interno della scuola». Dopo sei mesi di fatica, ecco i primi risultati: ci sono i fagioli borlotti, i piselli, i gerani, i pomodori e le zucche. Fra qualche settimana sarà la volta dei girasoli.
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