Italia
I bindiani scatenati: «Amministrazione irrazionale»
I Democratici Davvero guidati dal consigliere provinciale Antonio Ceccantini - la corrente del Pd che fa capo a Rosy Bindi - si sono riuniti e hanno buttato giù un documento pesantissimo in cui...
I Democratici Davvero guidati dal consigliere provinciale Antonio Ceccantini - la corrente del Pd che fa capo a Rosy Bindi - si sono riuniti e hanno buttato giù un documento pesantissimo in cui spiegano perché hanno deciso di votare contro la manovra di bilancio in ogni circoscrizione. La nota porta la firma di Alessandra Calcagno, Marco Di Bisceglie, Rossano Del Rio, Vincenzo Gentile, Carlo Pagliarella, Alessandra Bicchi, Oriana Rossi, Ernestina Pellegrini. «Hanno avuto il coraggio – si limita a dire Ceccantini – di lanciare un chiaro segnale politico e di manifestare, motivandolo, un dissenso che in città provano in molti».
Nel dettagliato documento che pubblichiamo nella versione integrale su www.iltirreno.it, i consiglieri parlano di una politica che «ha perso credibilità» e scrivono che l’Imu più alta della Toscana nasce per «sopportare i costi di un'attività amministrativa assolutamente, e da molto tempo, irrazionale e dispendiosa». Puntano il dito contro la spesa corrente «aumentata di circa 10 milioni di euro dal 2011 al 2012». «Questa voce – polemizzano – comprende anche i costi dovuti all'irrazionale gestione delle aziende partecipate, che necessitano di un’attività di amministrazione straordinaria da parte di manager costosi per rimediare allo stato di degrado e perdita in cui si è lasciato che versassero per anni». «È un’amministrazione – criticano - che chiede ai cittadini di tirare la cinghia ma non la tira essa stessa».
Intanto, scrivono, «le spese per sviluppo economico, servizi produttivi e turismo rappresentano solo lo 0.92, 0.25 e 0.60 per cento del bilancio comunale: non c'è quindi traccia di rilancio economico della città e si preferisce approfittare dell'imposizione dell'Imu da parte del governo nazionale per un prelievo "senza sforzi"».
L’ultimo, delicato, capitolo riguarda i cosiddetti scomputi sugli oneri di urbanizzazione. «Nelle tavole grafiche che ci sono state consegnate – chiudono i bindiani – si mostra che ogni variazione di un punto di Imu “vale” 500mila euro. Ebbene, solo la riscossione degli oneri relativi al progetto per via Goito (dove nasceranno nuovi palazzi) pari a circa 3.300.000 euro, avrebbero consentito di avere un’aliquota sulla prima casa pari non al 5,8, ma al 5,2 per mille».
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