Il Tirreno

Livorno

«Non lasceremo mai soli i lavoratori»

L’impegno di Cosimi per ricollocare i 20 dipendenti della Labronica. Resta il problema della liberatoria

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LIVORNO. Cosimi vuole che l’ippodromo Caprilli resti aperto perché, spiega, «è un valore complessivo della città». E la sua ferma convinzione, è che la sera del 28 giugno i reflettori torneranno ad accendersi sulla pista «per la disputa delle prime corse della stagione estiva». Inoltre ha ribadito «che per l’impianto sportivo non sono previste destinazioni diverse da quelle indicate dal piano regolatore». Quindi no a qualsiasi variante urbanistica.

Nella sua comunicazione ai consiglieri comunali, il sindaco ha aperto così alla proposta avanzata dall’Alfea pur sapendo che, in questa difficilissima fase attraversata dall’ippica, potrebbe anche non essere risolutiva. «Per prima cosa dovremo firmare una convenzione - afferma - che indichi chiaramente i nostri impegni e quelli della società che è intenzionata ad affittare il ramo d’azienda della Labronica (l’Alfea, appunto, ndr ). Poi dovremo capire quali saranno i contributi destinati al nostro ippodromo: siamo in una fase di grave crisi, dove l’Assi è stata sciolta e quindi non esiste un punto di riferimento, e dove il ministero dell’Agricoltura non ha ancora deciso le risorse da destinare agli impianti. La sensazione è che molti impianti siano destinati alla chiusura: a Firenze, per esempio, i lavoratori non riscuotono lo stipendio da quattro mesi...»

Ed è proprio rivolgendosi ai lavoratori della Labronica Corse che il sindaco ha speso le sue parole più importanti nell’intervento fatto in consiglio. «Abbiamo lavorato 12 ore al giorno, sabato compreso, per determinare tutte le occasioni possibili per arrivare a una gestione quanto meno transitoria del Caprilli - afferma Cosimi - intrecciando le manifestazioni di interesse per strappare le migliori condizioni per noi e, soprattutto, per i lavoratori. Una cosa è sicura: rispetterò l’impegno che mi ha consegnato il consiglio comunale di garantire una collocazione a tutti i lavoratori dell’ippodromo. Questo patto per la ricollocazione sarà mantenuto, anche se al 30 settembre prossimo Alfea decidesse di non continuare nella gestione del Caprilli. Come è già avvenuto in passato con la Borma e con La Cmf, non lasceremo soli questi lavoratori. Una parte saranno assorbiti da Alfea, gli altri troveranno occupazione nel settore o in un settore diverso: di sicuro li accompagneremo in questo percorso».

Tutto questo se i lavoratori decideranno di firmare la liberatoria chiesta da Alfea. «La società vuole tutelarsi da eventuali contenziosi - dice Cosimi - e dal punto di vista legale è possibile. Ma ritengo questa richiesta un eccesso dal punto di vista etico».

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