Sicurezza
«Mai un sequestro così»
Scoperti in un container 2 milioni di biglietti falsi del treno
LIVORNO. Un fiume di biglietti del treno falsi passava dal porto di Livorno. Sono stati scoperti grazie ad un’operazione congiunta di Procura, finanza e agenzia delle dogane che ha portato al sequestro di 2 milioni e 30 mila biglietti ferroviari contraffatti del treno “Leonardo express”, (tratta Roma Termini aeroporto Fiumicino), destinati a tabaccherie e agenzie di viaggio, per un valore commerciale di oltre 28 milioni di euro.
I biglietti contraffatti hanno una granatura inferiore e un colore sbiadito rispetto agli originali. Il carico, destinato ad una ditta cinese della provincia di Firenze, era contenuto all’interno di un container proveniente dal porto cinese di Ningbo e sbarcato a Livorno nell’aprile scorso ed era stato stivato dietro un carico di copertura di mobili e arredi per ufficio. «Questo sequestro rappresenta un’ulteriore prova della versatilità della criminalità cinese - spiega il procuratore capo di Livorno Francesco De Leo - ed è il primo caso di questo tipo nel nostro Paese».
«Non è stato facile selezionare il container - aggiunge il comandante della finanza Benedetto Lipari - ma grazie ai nostri controlli di analisi del rischio, effettuati sulla base del Paese di provenienza, tipologia e quantità della merce e destinatario finale, siamo riusciti a selezionare il carico che dall’analisi scanner ai raggi x non corrispondeva a quello che effettivamente era dichiarato». Aperto il container, dietro la mobilia, sono stati trovati 29 scatoloni con i biglietti contraffatti. Per il direttore delle dogane di Livorno Massimo Ricasoli «l’operazione è solo la punta dell’iceberg del lavoro che viene giornalmente svolto dai nostri uomini». La falsità dei titoli di viaggio è stata confermata dalla perizia di un funzionario di Trenitalia. La perizia ha evidenziato che rispetto agli originali i biglietti made in China differiscono per i caratteri della numerazione (più grandi degli originali), per il peso inferiore della carta, per la cromatura e per l’effige meno nitida sullo sfondo che ritrae Leonardo da Vinci. Inoltre, grazie alla successiva attività di investigazione e agli elementi informatici in possesso dell’agenzia delle dogane, è stata individuata la ditta cinese di Sesto Fiorentino ritenuta responsabile della truffa. La Procura di Livorno, intanto, dopo essere stata informata degli elementi probatori acquisiti (le accuse sono ricettazione, contraffazione e falsificazione) ha quindi disposto la perquisizione dei locali della ditta i cui esiti hanno permesso di raccogliere ulteriori prove della diretta responsabilità dell’importatore cinese. Sono incorso tuttora indagini e approfondimenti per ricostruire la complessiva attività di import - export e per individuare gli altri soggetti economici inseriti nella filiera commerciale.
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