Il Tirreno

Livorno

In corteo all’Authority nel giorno del sì al Prg

di Mauro Zucchelli

Esplodono le tensioni sul problema del lavoro in porto: stamani assemblea e manifestazione

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Oggi il menù del comitato portuale mette in tavola l’ok alla zonizzazione che, disegnando la nuova geografia del porto, rappresenta l’ingranaggio base del nuovo Prg. Per capire bene l’entità della svolta, l’ultimo piano regolatore portuale risale al ’53 e in seguito si è andati avanti a colpi di varianti, stralci, pezzetti, ritocchi. Non solo: la bozza del nuovo Prg è sul tavolo da dieci anni, visto che l’aveva presentata già Marcucci nel 2002 e, quattro anni più tardi, ci aveva provato anche Piccini.

Le mosse. Due le mosse-chiave: da un lato, l’Alto Fondale assegnato alle crociere (salvo un aggiustamento per evitare contraccolpi choc sul settore merci); dall’altro, per andare a caccia di fondali più adatti alle nuove navi-kolossal l’espansione a mare sarà per moduli anziché con progetti faraonici.

Esplode la questione lavoro. Ma nell’agenda politica la riorganizzazione degli spazi adesso va in tandem con la questione del lavoro: sono i sindacati del settore porto a reclamare con forza maggiore attenzione da parte dell’Authority a questo aspetto. Il fatto che all’ultimo momento sia saltato il conclave in calendario ieri per un confronto con l’Authority l’hanno preso come un campanello d’allarme: c’è il rischio che le mosse sul fronte della geografia delle banchine finiscano per avere ripercussioni forti sull’occupazione ed è per questo che oggi Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno indetto una assemblea generale dei lavoratori del porto (dalle 9,30 alle 13,30) con una manifestazione che dal Comune arriverà fino all’ Authority per dar vita a un presidio proprio durante la seduta del comitato portuale.

Due casi spinosissimi. A far lievitare la tensione sono soprattutto due casi: quello dei lavoratori Agelp e il caso Seatrag-Unicoop.

Prc accusa. Su quest’ultimo è intervenuta la Federazione della sinistra per bocca di Lorenzo Cosimi (Rifondazione) che chiede uno «stop al colpo di mano in Darsena Toscana». Nel mirino il fatto che oggi, dopo l’ok in sede consultiva, l’Authority possa dare l’autorizzazione a Seatrag a lavorare in esclusiva sugli accosti 14 E, F e G. Questo rischia di costare il posto a 40 lavoratori di Unicoop Servizi. Secondo Prc , se lo si farà si aggirerà «l'obbligo, previsto dalla legge, di utilizzare l'unico soggetto che in quel comparto ha titolo ad operare su quegli accosti: Unicoop Servizi». È una «scelta scellerata» che «consegna a pochi grandi gruppi privati il potere di fare profitti sulla pelle dei lavoratori»: bene ha fatto dunque la Filt a proclamare lo stato di agitazione in Seatrag e Unicoop Servizi, ora serve che anche le istituzioni scendano in campo.

Gallanti replica. L’Authority respinge le accuse dicendo due cose: 1) non si dice «in base a quale disposizione di legge Unicoop Servizi sarebbe l'unico soggetto avente titolo»; 2)l’Authority ha «il potere/dovere di autorizzare un'impresa che lo richieda ad esercitare le operazioni portuali» e tale impresa può decidere se «dare in appalto porzioni di ciclo ad altre imprese (tra le quali certamente Unicoop Servizi), e se ha bisogno di manodopera temporanea deve obbligatoriamente rivolgersi al soggetto di cui all'articolo 17 della legge che a Livorno è Agelp». E aggiunge: «Ogni altra configurazione dell'organizzazione del lavoro in porto è illegittima e, nelle occasioni in cui ciò è stato riscontrato, l'Autorità Portuale, proprio per garantire il rispetto delle regole, è tempestivamente intervenuta con atti di diffida cui potrebbero seguire, in caso di recidiva, provvedimenti di sospensione delle autorizzazioni».

Agelp all’attacco. A mezzanotte prende la forma di una nota anche la tensione che in questi giorni si è accumulata fra i lavoratori Agelp che temono la messa in liquidazione della società. L’assemblea degli addetti Agelp dice chiara e tonda la propria grande preoccupazione. Lo sottolinea chiedendo all’Authority di farsi «garante della situazione della società per farla diventare lo strumento del porto do Livorno con la partecipazione paritetica di tutte le imprese art. 16 e 18».

«Riscuotete i soldi». Ma c’è anche un altro pesante segnale: la richiesta di «conoscere le chiare responsabilità soggettive della gestione societaria che hanno portato a tale dissesto». Per questo chiedono al consiglio d’amministrazione che «proceda nella modalità previste dal codice civile nella riscossione dei crediti che la società vanta verso alcune imprese del porto di Livorno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web