Gioco
Il bilancio non passa votano contro 4 consiglieri del Pd
LIVORNO. Colpo di scena alla Circoscrizione 1: il consiglio, chiamato ad esprimersi sul bilancio comunale di previsione 2012, ha infatti bocciato la manovra finanziaria. O per essere più corretti...
LIVORNO. Colpo di scena alla Circoscrizione 1: il consiglio, chiamato ad esprimersi sul bilancio comunale di previsione 2012, ha infatti bocciato la manovra finanziaria.
O per essere più corretti dal punto di vista formale, ha espresso parere negativo. Ma la sostanza non cambia: il consiglio circoscrizionale della 1 ha detto no al programma messo a punto dalla giunta Cosimi. E la cosa più incredibile, è che ad affossare il bilancio è stato il Pd. Quattro consiglieri democratici hanno infatti votato contro la manovra insieme a due consiglieri del Pdl, a uno di Rifondazione comunista e a uno di Città Diversa (la lista di Marco Cannito), per la precisione Alberto Pacini che ha guidato la battaglia contro un bilancio che ha definito «iniquo».
In totale sono stati otto i voto contrari e di questi la metà, appunto, sono stati “garantiti” dal Pd: Alessandra Bicchi, Vincenzo Gentile, Carlo Pagliarella, Rossano Del Rio. Tutti dell’area Bindiana.
Il motivo principale che li ha spinti a prendere una decisione così grave dal punto di vista politico (ieri nel Pd era stata Alessandra Calcagno, alla Circoscrizione 3, a votare contro l’atto principe dell’amministrazione comunale) è stata la decisione della giunta di portare l’aliquota Imu sulla prima casa al 5,8 per mille, dato record per la Toscana. A favore hanno invece votato gli altri consiglieri del Pd e l’esponente di Sel: in tutto 7 voti. Pochi.
« La manovra di bilancio è sempre perfettibile - dice il consigliere di Sel, Ettore Carpenè - ma noi non vogliamo certo avere la responsabilità di far commissariare il Comune: sarebbe peggio di un governo tecnico. Ecco perchè ho votato a favore, riconoscendo comunque alla giunta di essersi impegnata per far fronte ai tagli imposti dal governo Monti».
Ora nel Pd dovrà aprirsi necessariamente una riflessione.
«Non è possibile fare una politica di corrente dentro il partito - accusa Daniela Bartalucci, presidente della 1 - È una visione miope. Comunque sia, si tratta di un fatto gravissimo del quale non c’era stata alcuna avvisaglia. Per questo motivo ho deciso di sospendere tutte le attività del consiglio».
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