Il Tirreno

Livorno

inchiesta sull’immigrazione clandestina

«Non sono scafisti», i 3 indagati dal giudice

LIVORNO. «Non sono scafisti e al processo lo dimostreranno». A parlare è uno dei legali che difende i tre indagati immischiati nel presunto giro di documenti per il favoreggiamento dell’immigrazione...

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LIVORNO. «Non sono scafisti e al processo lo dimostreranno». A parlare è uno dei legali che difende i tre indagati immischiati nel presunto giro di documenti per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in città legato all’associazione “Stella polare”, la cui sede è stata sequestrata martedì scorso. Ieri mattina Andrea Gemignani 36 anni, la sua compagna Silvia Filidei e Stefano Piperno erano attesi davanti al giudice per le indagini preliminari Gioacchino Trovato che aveva fissato per le 9,30 l’inizio degli interrogatori di garanzia.

«I nostri clienti spiega l’avvocato Aurora Matteucci che difende Gemigliani, ex responsabile delle Caaf Acli – hanno preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. In questo momento e parlo per il mio assistito, è bene conoscere in modo approfondito gli atti dell’indagine, ci sarà modo al processo di chiarire la nostra posizione in modo esaustivo».

I tre, oltre all’accusa di favoreggiamento, sono anche accusati di associazione per delinquere. Secondo gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Massimo Mannucci, avrebbero creato un sistema capace di alterare i documenti per la permanenza sul territorio italiano di soggetti che non ne avrebbero avuto diritto. L'indagine sarebbe iniziata alcuni mesi fa quando all'ufficio immigrazione della Questura sono iniziati ad arrivare richieste sospette dalla stessa associazione.

Il pm aveva chiesto al giudice l’arresto della donna e i domiciliari per gli atri due indagati, mentre il gip ha concesso il divieto di dimora per tutti e tre.

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