Gioco
«Mi diceva: mi rincorre, ho paura»
Il racconto di una signora del palazzo: teneva la mano sul cuore, poi è salita e ha lasciato una boccetta
LIVORNO. «Ripeteva: mi rincorre, mi rincorre. Mentre lo diceva era seduta sulle scale – dice indicando un gradino sulla prima rampa – si teneva una mano sul cuore, si vedeva che era sconvolta, che aveva paura». Roberta Balungati abita al piano terra del palazzo al numero 19 di via Giordano Bruno.
Ieri intorno alle una come le sue vicine di casa ha sentito suonare al citofono, a quell’ora c’è chi stava preparando da mangiare, altri erano già seduti a tavola. «Credevo che fosse il postino – va avanti – invece quando mi sono affacciata ho visto questa donna che stava prendendo le scale verso le cantine. Così l’ho fermata, le ho detto che lì non avrebbe trovato niente e le ho chiesto se avesse bisogno di qualcosa». Intanto le porte dello stabile si sono aperte, anche altri condomini hanno visto quella figura sedersi sui gradini. «Tutte le abbiamo chiesto che cosa avesse, se aveva bisogno di qualcosa. Lei ripeteva che qualcuno la stava inseguendo. Ma quando le ho chiesto chi fosse ha scosso il capo ed è riuscita solo a dire: «che paura, che paura». Al terzo piano del palazzo un’altra signora ha messo la testa fuori dalla porta quando ha sentito suonare. «L’ho vista, era sconvolta, mi ha chiesto aiuto e mi ha detto che la stavano inseguendo, ma quando mi sono affacciata fuori dalla porta non ho trovato nessuno».
Invece di fermarsi al piano terra e aspettare che passasse lo stato di agitazione, la quarantenne è salita ancora per le scale, fino al quarto e ultimo piano. «Quando si è alzata – prosegue la signora Roberta – mi sono accorta che era rimasto qualcosa sugli scalini, credevo fossero delle chiavi, ma da lontano non vedo bene e quando mi sono avvicinata ho trovata questa boccetta di vetro scura, credo fosse di colore marrone con dentro del liquido».
Le tre signore che abitano al piano terra sono state ascoltate dagli investigatori. È dal loro racconto che è iniziata l’indagine della squadra mobile e delle volanti per ricostruire quello che è avvenuto tra le 12,45 e le 13,15 in via Giordano Bruno. «Forse – dicono altri vicini – è venuta qui perché conosceva qualcuno. Ma noi qui non l’avevamo mai vista».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
