Il Tirreno

Livorno

Il neopresidente Ricci: «Evitiamo di licenziare»

di Alessandro Guarducci
Il neopresidente Ricci: «Evitiamo di licenziare»

L’appello ai colleghi: «Senza la coesione sociale non può esserci sviluppo». Il saluto di Gemignani: «Manca una cabina di regia per attuare i progetti»

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LIVORNO. «Dobbiamo fare il possibile per salvaguardare i livelli occupazionali, altrimenti metteremo in crisi la coesione sociale nel nostro territorio. E senza coesione sociale non può esserci alcun tipo di sviluppo». Alberto Ricci, nel primo intervento da presidente degli industriali livornese , si è rivolto ai suoi colleghi - ma anche ai rappresentanti di enti e istituzioni locali presenti nell'auditorium della Camera di commercio - lanciando un vero e proprio appello a non licenziare. Un messaggio che non è passato inosservato in questa difficile fase economica che investe anche e soprattutto le imprese.

Dopodichè il neopresidente ha aggiunto «che è necessario diffondere la cultura d'impresa, perché il benessere collettivo della società dipende dallo sviluppo». Parole che hanno riscosso il consenso e l'applauso della platea, al termine di un intervento breve ma già carico di significati: Ricci, come detto, non si è infatti limitato a una comunicazione di circostanza, ma nei pochi minuti che è stato al microfono ha voluto tracciare le linee guida che caratterizzeranno il suo mandato (resterà in carica fino al 2016). «Nella continuità con chi mi ha preceduto - afferma ringraziando Andrea Gemignani - dovremo lavorare con sempre maggiore impegno per far sviluppare le nostre aziende. E questo lo dovremo fare con una duplice azione.

La prima che guarda all'esterno: il nostro obiettivo dovrà essere quello di sostenere qualsiasi progetto di insediamento produttivo sul territorio. La seconda dovremo invece svolgerla all'interno dell'associazione: dovremo essere più vicini ai tempi in cui stiamo vivendo. Penso a una Confindustria più snella, dinamica, forte e autorevole. Sempre in linea con i tempi».

Con l’apertura del nuovo corso di Alberto Ricci, si è chiuso quello di Andrea Gemignani, che nell’assemblea generale ha avuto la possibilità di fare un bilancio del proprio mandato. Tra le iniziative che il presidente uscente ha iscritto alla voce “attivo” c’è «il primato nell’ambito della responsabilità sociale e della promozione della sostenibilità, che Confindustria Livorno può vantare a livello nazionale». E ancora «la sicurezza intesa come cultura da diffondere nei luoghi di lavoro, come nella vita di tutti i giorni: questo rappresenta un valore fondamentale e pertanto abbiamo incentivato le imprese a considerare l’impegno nella prevenzione come un investimento e non un costo».

Inoltre, ha rivendicato il merito di essere stati »tra le prime associazioni territoriali ad affrontare e a mettere in pratica il tema delle reti di impresa», citando poi l’esperienza pilota nel settore della nautica con la Rete Benetti - Net. Sempre tra le voci “in attivo”, Gemignani ha inserito l’autostrada Rosignano-Civitavecchia. «Un’opera che attendevamo da trent’anni - afferma - Considerati i vantaggi in termini di sicurezza stradale e di raggiungibilità delle nostre località turistiche, il saldo è complessivamente negativo». Il presidente uscente ha però anche citato tanti elementi negativi. Tra questi il rapporto con le banche («siamo in una totale asfissia creditizia») e i ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni( «Si è accentuata l’insolvenza verso le imprese, che hanno finito per sostenere, con i loro crediti non incassati, le inadeguatezze finanziarie dell’apparato pubblico. Insomma, siamo ridotti al punto che le imprese fanno banca alla pubblica amministrazione»).

Applausi dalla platea quando Gemignani si è scagliato contro l’aumento della pressione fiscale, per esempio l’Irap sulle imprese o l’imposta regionale verso i titolari di concessioni demaniali: «Non è certamente andando a caccia di nuove tasse che si crea sviluppo e occupazione, a mio avviso è l’esatto contrario!». Gemignani ha poi detto «che le relazioni sindacali hanno rappresentato uno degli elementi positivi del dialogo sociale, che consentito di evitare conseguenze ancora più drammatiche all’emergere delle varie difficoltà aziendali». Si è invece dichiarato molto critico con le istituzioni «per la discontinuità e la lacunosità delle relazioni, che ha comportato l’acuirsi di molte problematiche». Tra queste ha citato la gestione dei rifiuti e gli alti costi dell’acqua industriale. Tra i problemi legati alla burocrazia, Gemignani ha voluto mettere in risalto la «questione Sin irrisolta da dieci anni».

Gemignani si è anche lamentato «per l’assenza di una regia generale che conduca a sintesi la progettazione e la pianificazione di iniziative e per l’assenza di una visione extraterritoriale». Quindi ha bollato come «inaccettabile il Nproliferare dei Comitati del No», spiegando che il fenomeno «non incentiva l’attrazione di potenziali investitori sul nostro territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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