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Del Nista ai dipendenti: «Il posto di lavoro non è a rischio»
LIVORNO. «I dipendenti stiano tranquilli per il posto di lavoro». Parola di Fabio Del Nista. Il presidente di Asa è intervenuto in seconda commissione rassicurando i dipendenti dell'azienda, presenti...
LIVORNO. «I dipendenti stiano tranquilli per il posto di lavoro». Parola di Fabio Del Nista. Il presidente di Asa è intervenuto in seconda commissione rassicurando i dipendenti dell'azienda, presenti in gran numero a Palazzo Civico.
Le preoccupazioni le avevano elencate i rappresentanti sindacali delle Rsu: dalla paventata vendita di Asa Trade (specializzata nella vendita del gas), al bando di gara per l'affidamento della rete di distribuzione gas, con il socio privato Iren (detiene il 40% dell'azienda) che avrebbe detto di non avere le risorse economiche per parteciparvi. Fino ai problemi del personale da destinare ai settori (idrico e gas) e della territorialità o del rischio di mobilità per i lavoratori.
«La possibile cessione di Asa Trade a Iren - spiega il sindaco Alessandro Cosimi - potrà avvenire solo con un piano industriale che preveda la partecipazione di Iren alla gara del ramo distribuzione gas. Altrimenti potrà essere venduta con una gara pubblica con tutte le garanzie possibili per i lavoratori». Per il personale da destinare ai diversi settori, ricorda il primo cittadino, il criterio di base sarà la legge 26/1997. Mentre l'amministrazione farà il possibile per inserire la clausola della territorialità nel bando di gara. «Il Comune tiene molto ad Asa - conclude Cosimi - Non certo per un ritorno economico, quanto per garantire un servizio e per salvaguardare i posti di lavoro».
Del Nista fa invece un'appassionata difesa del lavoro di Asa degli ultimi anni, e ricorda il volume di investimenti dal 2006 al 2011 (23.7, 14.2, 16.6 e 19.7 milioni di euro). «Non demonizziamo un' azienda - dice rivolgendosi ai dipendenti - che ha 500 addetti e che risponde alle esigenze di 330 mila utenti, che diventano 1 milione d'estate». «Non abbiamo un euro di scoperto in banca - continua - non ci sono altre aziende con le nostre credenziali. Mi dispiace vedere che abbiamo credibilità all'esterno ma all'interno c'è un'immagine diversa». Su Asa Trade: «Ne sento parlare come un gioiello di famiglia, eppure qualche anno fa ha generato una perdita di 7 milioni di euro». E ancora: «Potete stare sereni per il posto di lavoro. Ma una cosa è difendere la territorialità, un'altra è difendere l'immobilismo. Con l'immobilismo non si fa nemmeno un piano industriale».
I consiglieri comunali hanno posto il problema di quale parte potrà l'amministrazione per tutelare gli interessi di cittadini e lavoratori con il socio privato. «Sfidiamo Iren ad affermare che l'interesse strategico per il territorio livornese esiste ancora», afferma Lamberti (Confronto). Meno positivo Tamburini (Pdl): «L'amministrazione ha la stessa fiducia avuta con Rossignolo e per il Caprilli. E sappiamo tutti com'è andata». Critico anche Romano (Idv): «Il socio pubblico non può tirarsi fuori, ma deve farsi sentire. La privatizzazione non ha portato vantaggi, come qualcuno diceva in passato. E sarebbe interessante avere la lista dei grandi debitori di Asa, magari scopriamo che sono gli stessi di Aamps…». «C'è una tendenza, anche a livello nazionale - conclude Giannini (Sel) - a considerare una conquista ciò che invece spetta di diritto ai lavoratori. Bene le rassicurazioni per il posto di lavoro, ma sulla territorialità non sono soddisfatto».
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