Il Tirreno

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Costa concordia

Concordia, lo scivolo ai bimbi del Giglio

di Antonio Valentini

Iniziate le operazioni per la rimozione del relitto: lo smontaggio cominciato col taglio del pennone

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ISOLA DEL GIGLIO. Durante la festa della polizia, il 26 maggio scorso, un bambino del Giglio si avvicina all'ad di Costa Crociere, Pier Luigi Foschi: «Lei che è della compagnia - gli chiede-, conosce per caso il presidente?». Come se d'improvviso si trovasse dentro a un film già visto, dove il potente di turno viene scambiato per uno qualsiasi col quale s’immedesima, un maieutico Foschi apre il siparietto: «Sì che lo conosco, devo dirgli qualcosa?». Il piccino non si fa pregare: «Certo, gli chieda se può regalare lo scivolo blu della nave a noi bambini del Giglio». Ovviamente la richiesta è accolta e lo scivolo a serpentina con accesso diretto alla piscina, un tempo affollata attrazione del ponte più alto della Concordia, sarà regalato all'Isola.

L'impegno di Foschi ha preceduto di qualche giorno l'inizio dei lavori per rimuovere il relitto. Il consorzio Titan-Micoperi, vincitore dell'appalto da 300 milioni di dollari, ha iniziato la complessa operazione che entro il 15 gennaio consentirà di liberare la scogliera della Gabbianara, su cui la nave si è adagiata la notte del 13 gennaio. Ma la sensazione è che difficilmente i tempi fissati dal crono-programma saranno rispettati, visto il ritardo nell’apertura del cantiere.

Anche per questo l’imperativo è di accelerare i tempi. Lo smontaggio è iniziato col taglio del pennone e fino a poche ore fa analoga sorte attendeva il fumaiolo, sporgente e inclinato al punto da interferire coi pontoni e le gru: solo la piattaforma Micoperi 61 è lunga 40 metri e larga quasi 30. Poi si è cambiato idea. Per una ragione d’immagine: sul fumaiolo, stampigliata a caratteri cubitali, c’è la lettera C simbolo di Costa Crociere. La compagnia vuole che svetti anche quando la nave sarà rimessa in asse e trainata lontano.

La prossima tappa coinciderà con la caratterizzazione del fondale, operazione delicata e strategica al tempo stesso: servirà a stabilire a quale profondità dovranno essere conficcati i pali di ancoraggio, ma pure il loro diametro. La palificazione lato terra - affidata dal consorzio Titan-Micoperi alla ditta Trevi Spa - eviterà alla nave d’inabissarsi durante la complicata fase del sollevamento, anche se il falso fondale lato mare pare in grado di dare sufficienti garanzie.

I lavori proseguiranno con la copertura dello squarcio sulla fiancata di sinistra, dove è ancora imprigionata la guglia granitica delle Scole. La nave la strappò mentre sfiorava la costa del Giglio, durante il disastroso urto. Nessuno è in grado di stabilire quali siano le sue dimensioni effettive. Potrebbe pesare dalle 80 alle 140 tonnellate e per sempre resterà uno dei simboli di quella notte di tragedia. Il sindaco Sergio Ortelli ha annunciato che la guglia sarà depositata in fondo al mare, proprio nel punto dove la Concordia, per il disperato tentativo di Schettino di virare a dritta, andò a sbattere con parte poppiera. Lo scoglio, tagliente come un apriscatole, aprì lo scafo causando l’allagamento di più comparti e rendendo la nave ingovernabile. D’ora in poi resterà un monito, l’inanimato ricordo di un naufragio evitabile e in buona parte da spiegare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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