Gioco
Sos carburanti rincari boom 40% in due anni
LIVORNO. La Federconsumatori utilizza una immagine efficace per “fotografare” l’impatto che il caro-carburante ha sulle nostre tasche di cittadini: con le quotazioni in orbita il salasso per un pieno...
LIVORNO. La Federconsumatori utilizza una immagine efficace per “fotografare” l’impatto che il caro-carburante ha sulle nostre tasche di cittadini: con le quotazioni in orbita il salasso per un pieno a una vettura di media cilindrata è tale che bastano due rifornimenti completi, tutt’al più tre, per esser costretti a pagare l’equivalente dell’Imu, la nuova odiatissima tassa sulla casa.
Basti dire che negli ultimi nove mesi il prezzo medio del carburante ha avuto un ventaglio di rincari fra il 12 e il 16%. Cioè da quattro a cinque volte l’aumento dell’inflazione nello stesso periodo.
E nelle ultimissime settimane l’impennata dei prezzi ha avuto un raffreddamento: per la super di qualità in alcuni distributori cittadini si è arrivata – anche se solo per pochi giorni – a superare la barriera simbolica dei due euro (ma il prezzo della “verde normale” si è fermato prima di 1,950). In pratica, in maggio era diventato abituale sfiorare la soglia di 1,800 per il diesel e 1,900 per la verde.
Una stagione di rincari record che è arrivata dopo un anno e mezzo di galoppo nelle quotazioni del litro del diesel e della benzina: più 23% in 18 mesi. Tanto per tornare con la memoria indietro anche solo di un paio di anni: nella mprimavera del 2010 il gasolio lo potevamo acquistare a standard ben al di sotto di 1,200 euro e la verde anche a 1,350. Stiamo parlando di un aumento del 40% in appena un paio di anni.
È un problema-chiave per la ripresa economica (per i costi di trasporto) ma anche per la sostenibilità dei bilanci familiari (già assai sotto stress): eppure sembrano accorgersene solo i camionisti con le loro proteste di settore. Ma resta al di fuori dell’agenda politica.
Ci provano a dare battaglia solo le associazioni dei consumatori. Come l’Adiconsum, che ha varato una sorta di petizione on-line a suon di mail da inviare al premier Monti («Tagli una parte delle accise e vari l'Iva mobile sui carburanti! Sono un/una cittadino/a che usa l'automobile per necessità e non per divertimento»). Come la Federconsumatori che guarda con favore alla campagna di Eni perché calmiererà il mercato: e si augura che anche le altre società petrolifere facciano altrettanto.
Mauro Zucchelli
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