Sicurezza
«Disposti a farci da parte per salvare l’ippodromo»
I lavoratori del Caprilli: «Restiamo in cassa integrazione». Alfea chiede di firmare una liberatoria per tutelarsi in caso di licenziamenti. Altolà dei sindacati: assurdo
LIVORNO. «Se l'ostacolo alla contrattazione siamo noi, siamo disposti a farci da parte e a rimanere tutti in cassa integrazione. Alfea si faccia la stagione di corse con i suoi dipendenti». È questa la linea assunta dal personale della Labronica Corse (20 lavoratori in tutto) e decisa ieri pomeriggio dopo un'assemblea. Una risposta a quanto emerso poche ore prima dalle trattative tra il Comune e la società pisana. Alfea, infatti, sarebbe sì interessata al Caprilli, con una gestione semestrale fino a dicembre e una concessione pluriennale dal 2013, ma ad alcune condizioni. Tra queste, è notizia di ieri, ci sarebbe quella di una liberatoria, che ciascun dipendente dovrebbe firmare, in modo da non poter avanzare in futuro alcun tipo di pretesa di fronte a possibili esuberi e licenziamenti. La società sarebbe disposta a tenere il personale della Labronica (si era parlato di 15 unità, si sarebbe arrivati a 18) fino a dicembre, per poi confermare al massimo 7-8 dipendenti.
«È un fatto inaccettabile - attacca Beppe Luongo, segretario di categoria Cgil -. La liberatoria non può essere oggetto di contrattazioni. Non si può basare un accordo su una valutazione che ciascuna persona fa secondo la propria coscienza». Luongo sottolinea anche l'assenza del sindacato nella trattativa: «Siamo stati completamente esclusi dal percorso».
Di fronte alla liberatoria, ecco la risposta dei lavoratori, che suona più o meno così: «Alfea tratti liberamente con il Comune e porti il suo personale. Noi restiamo tutti in cassa integrazione (a zero ore e a mille euro al mese) prevista dalla Labronica corse fino al prossimo dicembre, pur di salvare la stagione di corse e di non passare come responsabili della chiusura di un patrimonio cittadino».
Ma c'è dell'altro. Proprio ieri il Consiglio dei Ministri ha soppresso l'Agenzia di sviluppo del settore ippico (Assi), oltre all'Agenzia autonoma dei Monopoli di Stato (Aams). Le funzioni dell'ex Unire saranno ripartite tra il Ministero dell'Agricoltura e la nuova Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Una decisione che dovrebbe rivelarsi positiva, ma che almeno nel breve periodo rischia di disorientare il mondo dell'ippica. Una domanda su tutte: che fine farà l'ultimatum dell'Assi sul ritiro della concessione al Caprilli se entro il 28 giugno i cavalli non scenderanno in pista? Più il tempo stringe, insomma, e più la vicenda-ippodromo si riempie di punti interrogativi.
«La stagione deve cominciare il 28 giugno - conclude Luongo - ma non abbiamo nulla di concreto in mano, se non le rassicurazioni del sindaco Cosimi sulla volontà di salvaguardare i lavoratori». Lavoratori che, in caso di mantenimento della condizione della liberatoria richiesta da Alfea, si chiameranno definitivamente fuori.
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