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Livorno

D’Alesio: «Proposte inaccettabili dal nuovo gestore»

LIVORNO. «È senz'altro un cambiamento di grande spessore, destinato a rivoluzionare il panorama nazionale delle corse«. Questo il pensiero di Attilio D'Alesio (nella foto), presidente del...

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LIVORNO. «È senz'altro un cambiamento di grande spessore, destinato a rivoluzionare il panorama nazionale delle corse«.

Questo il pensiero di Attilio D'Alesio (nella foto), presidente del Coordinamento italiano degli ippodromi, in merito alla notizia della scomparsa di Aams e Assi.

Le funzioni dell'ex Unione nazionale per l'incremento delle razze equine (Unire) saranno adesso ripartite tra il Ministero dell'Agricoltura e la nuova Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per l'ex assessore allo sport, ed ex storico direttore del Caprilli, però, non c'è nessuna volontà di penalizzare il mondo del gioco.

Anzi: «Da oggi ci sarà un referente ancor più autorevole come il Ministero - spiega D'Alesio -. Certamente ci sarà da lavorare, e forse all'inizio saremo un po' disabituati a trattare con un nuovo interlocutore. Si tratta di una soluzione completamente nuova, ma che giudico comunque positiva». «Probabilmente - prosegue - l'Assi aveva fatto il suo tempo. La scelta rientra nell'ottica del contenimento dei costi da parte dello Stato, ma rivela comunque la volontà di tutelare pubblicamente il settore delle corse. Altrimenti l'Agenzia sarebbe stata solamente soppressa, e non accorpata al Ministero».

Il nuovo soggetto in materia, il ministro Mario Catania, non è estraneo alle problematiche del mondo dell'ippica, avendo già avuto alcuni contatti proprio con l'associazione presieduta da D'Alesio.

La riorganizzazione da sola, però, non basta: è necessario che tutti gli ippodromi italiani sostengano un piano di rilancio del settore. «Stiamo lavorando per salvare i 43 impianti nazionali - ricorda il presidente -. Tra l'altro, ben 29 appartengono ai comuni e 2 alle regioni, e rappresentano perciò un patrimonio inestimabile, considerati anche gli oltre 50 mila addetti che gravitano intorno agli ippodromi».

L'ex assessore livornese commenta infine la notizia della liberatoria chiesta da Alfea ai dipendenti della Labronica Corse, condizione a quanto pare fondamentale per il proseguimento delle trattative: «Ci sono tre delibere del Consiglio comunale - afferma - che prevedono la tutela di tutto il personale dell'ippodromo. Elemento presente anche nell'ultimo bando di gara. C'è dunque un principio scritto per la salvaguardia di tutti i lavoratori, protetti anche dalle leggi sul lavoro».

«Pretendere una liberatoria dai dipendenti - conclude D'Alesio - non è accettabile. Il modo di gestire la vicenda da parte di Alfea, con condizioni e proposte da "prendere o lasciare", mi ricorda molto il libro "Il Padrino" e le offerte che non si possono rifiutare... Mi auguro che il Caprilli apra al più presto, magari proprio con Alfea, che però non può dettare le regole in questo modo. La società decida in fretta, e altrettanto faccia il Comune».(g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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