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«Concordia, l’inchiesta va trasferita»
Codacons protesta per i rifiuti alle richieste di approfondimento e minaccia di accettare il risarcimento Costa
GROSSETO. Codacons torna all’attacco su Costa Concordia. L’associazione dei consumatori protesta perché sostiene che i propri periti riceveono soltanto rifiuti alle richieste di approfondimenti di indagine; rivolgendosi alla Procura, minacciano di chiedere il trasferimento ad altra sede e, provocatoriamente, di abbandonare l’inchiesta finendo per accettare gli 11 mila euri proposti dalla compagnia a titolo di risarcimento, devolvendoli «interamente ai familiari delle vittime».
Quali approfondimenti? I consulenti di Codacons ritengono «utile ed opportuno per l’attività investigativa compiere ulteriori accertamenti ed acquisizioni documentali. I periti del tribunale hanno tuttavia rifiutato di fornire la documentazione richiesta», scrive Codacons. L’associazione chiede di acquisire «i log di tutto il traffico telematico in ingresso e in uscita dal dominio di posta elettronica “Costa.it” dalle ore 18 del 13 gennaio alle ore 20 del 15 febbraio (stesso lasso di tempo su cui è stata autorizzata l’acquisizione dei tabulati telefonici dal pm Verusio)», nonché «acquisire tutti i contratti in essere con fornitori di servizi di telefonia satellitare, collegamenti satellitari quali Immarsat, Vsat relativi alla nave Concordia (e relative modalità di gestione-conservazione del traffico digitale dei provider) onde individuare tali fornitori e procedere immediatamente alla richiesta di consegna agli stessi fornitori dei relativi tabulati di traffico, ove disponibili».
Poi gli esperti Codacons hanno chiesto di «ispezionare la Sala di crisi della Costa Crociere e porre sotto custodia le apparecchiature ivi istallate ritenute di interesse per le indagini, al fine di procedere alla copia forense in modalità “live” (onde evitare di bloccarne l’utilizzo) degli hard disk dei pc ed all’acquisizione dei log dei pc medesimi e delle informazioni contenute in qualsivoglia altro dispositivo presente (compresi quelli di registrazione audio)». Ancora, di «acquisire tutta la corrispondenza (lettere, fax, e-mail) relativa ai contatti con la ditta Fiorucci ed altre ditte (Sam Electronics ed eventuali altre) incaricate della manutenzione della strumentazione a bordo del Concordia (almeno) nei 30 giorni precedenti il naufragio, nonché acquisire i contratti di manutenzione ordinaria e straordinaria sia del Vdr che di tutta la strumentazione di plancia, con particolare riferimento ai radar in banda S e X». Infine di controllare il traffico di alcuni indirizzi di posta elettronica di Costa e di mettere in sicurezza quella strumentazione. (p.s.)
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