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Livorno

Operai di nuovo in piazza

Operai di nuovo in piazza

La Fiom mobilita i metalmeccanici: alt alla riforma-harakiri

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LIVORNO. «Lavoro, lavoro» è il grido dei 400 operai metalmeccanici che, per iniziativa della Fiom, ieri mattina sono scesi in piazza per protestare contro la riforma del lavoro presentata dal Ministro Elsa Fornero. Il corteo, scandito solo dalla musica, dal Cantiere Azimut-Benetti ha raggiunto la prefettura. E solo qui, si è alzato potente l’urlo «Lavoro, lavoro» mentre il vento faceva sventolare le bandiere rosse.

Il corteo per circa un'ora ha rallentato il traffico senza però che si verificassero episodi di tensione con gli automobilisti.

«Protestiamo contro la riforma che taglia gli ammortizzatori sociali – dice Enrico Pedini, dirigente sindacale Fiom Cgil – cancella la cassa integrazione e la mobilità. Se la riforma del lavoro non viene riformulata, tra pochi mesi si conteranno oltre 700 esuberi e la tensione sociale sta diventando fortissima. Protestiamo anche per la situazione degli esodati: non è possibile che un cittadino, che ha lavorato per 40 anni, debba trovarsi senza lavoro né pensione. Aa livello locale, chiediamo un processo di reindustrializzazione, perché se chiudono le aziende, perdiamo i lavoratori e il nostro territorio si ferma».

Alessandra Caroti, giovane rappresentante sindacale di Magna, distribuisce volantini ai passanti: «Questa riforma – dice – nega quei diritti per cui i nostri nonni e i nostri padri si sono battuti e che ci hanno lasciato, non possono chiedere sempre sacrifici alla classe operaia». «È una sconfitta, – dice Emanuele Cama, rappresentante sindacale Mtm – sta a noi difendere il lavoro: non si possono toccare gli ammortizzatori sociali».

Davanti alla Prefettura, alcuni lavoratori hanno chiesto di essere ricevuti dal viceprefetto Girolamo Bonfissuto. «Abbiamo chiesto al viceprefetto che faccia presente al ministero del lavoro il nostro disagio», dice Luciano Gabrielli, dirigente Fiom: «In questo momento di crisi le aziende devono ripartire, invece il governo sta peggiorando la situazione lavorativa di tutti ed estendendo la precarietà. La riforma ha l’ok del Senato ed è in discussione alla Camera: dobbiamo far sentire il nostro dissenso perché i politici non lo votino». Una mobilitazione che sabato culminerà nella manifestazione nazionale a Roma.

Valeria Cappelletti

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