Toscana
Costa due volte contro gli scogli
Ipotesi dalle registrazioni ricavate dalla scatola nera
ISOLA DEL GIGLIO. Costa Concordia potrebbe aver urtato due volte contro gli scogli davanti al Giglio: prima contro quelli affioranti - probabilmente decisivo per l’affondamento - poi contro quello delle Scole che, rimasto conficcato nella pancia della nave, adesso Comune e Costa Crociere vogliono rendere monumento in memoria della tragedia.
L’ipotesi arriva dalle registrazioni della scatola nera, non ancora disponibili per intero: in plancia vengono uditi due colpi forti, a distanza di qualche tempo, non precisato. Così adesso la Procura deve capire anche cosa sia avvenuto in quell’intervallo e cosa abbia fatto il comandante Schettino. Questi, nell’interrogatorio di garanzia del 17 gennaio, non aveva mai fatto cenno a due botti. Aveva parlato solo genericamente di un «urto» cui aveva fatto seguito il blackout. Nessuna domanda gli era stata posta a tale proposito, comunque, in quella circostanza.
I periti del gip hanno ottenuto un mese in più per depositare le risposte alle 50 domande. Sarebbe disponibile al momento solo una bozza di time-line mentre mancherebbero per intero le risposte a quesiti basilari per la ricostruzione. Adesso il nuovo termine è il 9 luglio, mentre l’udienza di discussione è confermata per il 21 luglio.
Ieri ha raggiunto Giglio Porto e si è posizionata nell'area del cantiere davanti alla Costa Concordia la piattaforma 'Micoperi 61' che effettuerà le analisi e la posa dei pali sui fondali marini che poi serviranno per l'ancoraggio della nave.
Intanto si fa strada l’idea di trasformare lo scoglio delle Scole in un monumento ai caduti del naufragio del 13 gennaio. «Quella che era una volontà di Costa Crociere più volte manifestata dal presidente Foschi - spiega il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli - è anche un nostro desiderio». Potrebbe essere installato a Giglio Porto o potrebbe essere riportato nei fondali antistanti Le Scole dove sono già presenti sott'acqua la Stella Maris, la statua del Cristo del Giubileo, benedetta nel 2000 da Papa Giovanni Paolo II, e il monumento ai caduti della subacquea.
Infine Legambiente ha scritto al presidente della Regione, Enrico Rossi, dichiando di apprezzare «particolarmente apprezzato i suoi interventi per far fronte alla sicurezza e alla tutela dell'ecosistema marino toscano».
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