Il Tirreno

Livorno

Una rete di 4 radar per sorvegliare le navi in transito

di Carlo Bartoli
Una rete di 4 radar per sorvegliare le navi in transito

Intesa tra Regione, ministero e Capitanerie per migliorare la sicurezza ed evitare disastri ambientali

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FIRENZE. Una rete di quattro postazioni radar per controllare le rotte delle grandi navi in transito nell’Arcipelago e per monitorare e sanzionare eventuali sversamenti in mare.

Regione, ministero delle Infrastrutture e Capitanerie, con l’ausilio del Lamma, si sono incontrati per mettere a punto un accordo per migliorare la sicurezza in mare nell’Arcipelago toscano, un’area marina nella quale il ministero ha monitorato un passaggio di oltre mille navi l’anno.

Dopo il disastro della Costa Concordia e il rischiato naufragio della Merse II, prosegue l’impegno per mettere al riparo le nostre coste da piccoli e grandi disastri ambientali: il decreto Clini che vieta la navigazione a meno di due miglia dal perimetro delle aree protette e dei parchi - ha affermato nel corso dell’incontro il presidente Enrico Rossi - «è un decreto necessario e importante, ma ancora parziale». Secondo il presidente della Toscana, il decreto «non basta e va esteso con criteri ragionevoli a tutta la costa, oltre a stabilire delle “bocche” di accesso ai porti. Se una Merse II va a sbattere contro la Bagnaia che non rientra nel Parco dell’Arcipelago, piuttosto che contro gli scogli bianchi di Sant’Andrea, non è che provoca per questo un incidente di minore entità».

Per questo, le Capitanerie hanno confermato la volontà di installare tre nuovi impianti radar con sistema Vts (vessel traffic service) alla Gorgona, a Piombino e all’Argentario. Tre postazioni che andranno ad aggiungersi a quella di Livorno che sarà operativa già dai primi giorni di luglio.

Verranno poi individuati con una convenzione con le Capitanerie di porto tutti gli interventi necessari per realizzare e garantire questa attività di controllo sull'intero arcipelago toscano.

Per il sottosegretario alle Infrastrutture Guido Improta, il sistema Vts che individua dei corridoi di navigazione che le Capitanerie di porto possono costantemente monitorare, intervenendo in caso di eventuali anomalie di rotta, è il sistema più efficace. «Il rafforzamento del sistema - ha aggiunto - richiede spese di investimento e spese di esercizio. Sulle prime può intervenire il ministero dei Trasporti, se la Regione Toscana si fa carico delle spese di funzionamento».

E dalla Regione è arrivato un impegno a cofinanziare i costi di gestione. «In Europa potremmo trovare - ha aggiunto Rossi - in questo momento orecchie sensibili a questo tipo di richiesta. Del resto, è un progetto a cui teniamo molto, sia per garantire la sicurezza dei passeggeri che per il suo valore ambientale ed economico».

Una volta a regime, il sistema delle quattro postazioni radar potrà fornire dati sulle caratteristiche fisiche del mare e quindi consentire al Lamma di elaborare e trasmettere previsioni sulle condizioni meteo del mare e informazioni più dettagliate e affidabili, in modo da poter consigliare le rotte più sicure da seguire.

Non solo, i radar Vts hanno un raggio utile di una cinquantina di chilometri, ottimale per sorvegliare le rotte delle navi, ma nell’arco di 6/8 chilometri acquisiscono delle informazioni preziose sulle onde, le correnti e la superficie del mare. In questo modo, sarà possibile individuare in tempo reale e localizzare precisamente gli effetti di eventuali sversamenti.

Nel corso dell’incontro, il presidente Rossi ha chiesto anche l’introduzione di sanzioni per chi non rispetta i corridoi di navigazione.

«La tutela del mare, la sicurezza della navigazione e lo sviluppo economico - ha concluso - sono tre aspetti prioritari che devono coesistere, perché vogliamo tutelare l'ambiente marino, navigarlo in sicurezza e renderlo strumento di sviluppo». Per farlo, ha ribadito il presidente, occorrono quattro ingredienti: delle regole per una navigazione sicura, l’installazione di un sistema Vts con i radar che permettono da terra il controllo delle rotte e quindi in caso di necessità poter intervenire in tempo reale; le relative sanzioni per le violazioni, altrimenti i controlli perdono di efficacia; infine, è indispensabile un'integrazione delle attività, per lo scambio dei dati, tra le Capitanerie di porto e il Lamma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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