Lutto
Sequestrati in casa da tre banditi
Notte di terrore su viale Italia, caccia a tre malviventi scappati con la cassaforte piena di gioielli su un’auto rubata
LIVORNO. La notte di terrore al “villino Corrado”, come si legge all’ingresso dell’immobile color crema al numero 3 di via Cipriani, inizia dall’impronta della suola di una scarpa lasciata da uno dei tre banditi sul muro di recinzione che circonda la proprietà.
È da qui – secondo gli inquirenti – che la banda sarebbe entrata nella casa dove vivono i coniugi Trainni, Massimo 70 anni e Roberta, 64, prima di svegliarli, minacciarli con revolver e cacciavite, trovare la cassaforte dove i proprietari conservavano gioielli per decine di migliaia di euro e infine fuggire con il bottino a bordo della macchina della donna.
«Prima di andarsene – spiegano gli inquirenti – hanno anche tagliato i fili del telefono, portato via circa trecento euro in contanti e strappato i gioielli che i proprietari indossavano».
Su quello che è avvenuto tra le 3,20 e le 4,30 a due passi dall’Accademia navale stanno indagando gli agenti della squadra mobile che partono da una certezza: la banda ha preparato il colpo, sapeva che nella villa era conservata una cassaforte piena di gioielli e non è detto che possano aver avuto dei complici.
«Io stavo dormendo, mentre mio marito era al piano di sotto, assopito davanti alla tv», ha raccontato la donna agli investigatori. Da quello che hanno potuto ricostruire gli uomini della scientifica, i tre banditi «accento dell’est Europa e volti coperti dal passamontagna», dopo aver scavalcato la recinzioni, attraverso il giardino sono arrivati alla casa, hanno rotto il vetro e sono entrati al piano terra. «Non mi sono accorto di nulla», ha detto il proprietario, un professionista in pensione. I tre, dopo aver perlustrato la zoan giorno, sarebbero saliti al piano superiore. «Sono stata svegliata da una luce che mi hanno puntato contro», ha spiegato la signora.
Quando la donna ha aperto gli occhi si è vista puntare contro un cacciavite e poi una pistola. «Mi hanno portato al piano di sotto con mio marito». È in salotto che i banditi hanno chiesto conto alla coppia della cassaforte. «Ce lo hanno chiesto più volte, ma siamo rimasti in silenzio».
Per oltre mezzora i banditi hanno setacciato la casa fino a quando non sono riusciti a trovare quello che cercavano. «L’hanno sfilata dal muro e per portarla via l’hanno avvolta in un tappeto». Che cosa sia accaduto dopo che i banditi sono scappati, marito e moglie lo hanno scoperto solo uscendo di casa: dal giardino, infatti, era scomparsa anche la loro auto. Il bottino? «I due coniugi hanno detto che ci faranno avere una lista dettagliata – spiegano gli investigatori – ma si tratta di un colpo da decine di migliaia di euro».
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