Il Tirreno

Livorno

L’INCONTRO ALLA BOTTEGA DEL CAFFÈ

Omaggio alla street art con il signore dei segnali e gli studenti della scuola dove fioriscono i murales

LIVORNO. A volte condannata, altre celebrata nella sua bellezza. Questa è la street art moderna. Quella dei graffiti e dei murales. Quella dei cartelli stradali alterati da stickers d'artista....

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LIVORNO. A volte condannata, altre celebrata nella sua bellezza. Questa è la street art moderna. Quella dei graffiti e dei murales. Quella dei cartelli stradali alterati da stickers d'artista. Quella dei ragazzi delle scuole e quella di chi ha portato la sua personalissima arte a giro per le città d'Europa e che di questo vive. Far conoscere l'arte di strada nelle sue tante sfaccettature era l'obiettivo dell' incontro, moderato dal giornalista David Evangelisti, promosso dal Gruppo regionale dell'Italia dei Valori con il circolo culturale Rosario Livatino, che, l’altra sera, ha visto partecipare ragazzi e cultori del tema alla Bottega del Caffè. Ospite d'onore Clet Abraham, celebre Street artist che anima i cartelli stradali dei suoi ironici omini, metafora, come ha spiegato, dell'uomo comune. Protagonisti della serata anche i ragazzi dell'Istituto Colombo che, con la loro riproduzione in murales delle opere di Keith Haring, di Mondrian e Cappiello, dipinti sulle pareti esterne della loro scuola, hanno dimostrato tutta la loro passione e capacità. «Un buon progetto- ha spiegato il loro professore, Tindaro Pichilli- è tale se è realizzabile nei tempi e con i costi stabiliti. Il lavoro dei ragazzi dimostra che ci sono giovani capaci di realizzare opere d'arte dando vita ad una didattica unica che espone fuori dalla scuola le lezioni apprese dentro». Il progetto della scuola, che ha visto partecipare circa 100 ragazzi, ha individuato il bozzetto vincitore il cui autore, Davide Nicolosi: «È un marchio forte alla scuola, ce la fa sentire, in qualche modo, più nostra». Interessatissima la platea di giovani accorsi per vedere Clet, l'artista dei cartelli. «L'agguerrito contrasto ai graffiti- ha poi spiegato Marta Gazzarri, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori - , mi ha spinto a chiedere nel 2009, quando ancora facevo parte dell'amministrazione comunale, con un'interpellanza, l'individuazione di spazi per favorire l'arte giovane dei murales. Non un vandalismo ma uno sforzo comunicativo. Una forma d’arte del nostro tempo». Il graffito- ha concluso l'architetto Matteo Massarelli- è un messaggio di colui che lo realizza alla città. La scuola è molto spesso una scatola grigia isolata dalla strada, un modello architettonico che non cura in realtà il contesto pubblico. La realizzazione di opere d'arte sulle pareti è il tentativo, a mio avviso riuscitissimo, di far parlare il muro così come il cartello stradale».

(e.p.)

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