Sicurezza
L’ippodromo rischia di non correre più
Se il 28 i cavalli non sono in pista l’Assi revoca la concessione. D’Alesio: accordo con una società o gestisca il liquidatore
LIVORNO. Se entro il 28 giugno i cavalli non scenderanno in pista, l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ex Unire) ritirerà la concessione all’ippodromo livornese. In altre parole: addio corse al Caprilli.
Lo ha comunicato lunedì il segretario generale del Comune, Antonio Salonia, ai rappresentanti dei lavoratori della Labronica che nel pomeriggio si sono riuniti in assemblea. Dopo il bando per la gestione andato deserto e il salto della prima giornata (7 giugno), il Comune tratta con la società pisana Alfea per trovare una soluzione almeno per i prossimi sei mesi.
Gli assessori di riferimento non parlano, mentre la conferma arriva dal presidente del Coordinamento italiano degli ippodromi, Attilio D’Alesio, ex assessore allo sport ed ex (storico) direttore del Caprilli. D’Alesio qualche mese fa aveva scritto al sindaco Alessandro Cosimi, in qualità di presidente di Anci Toscana, visto che la maggior parte delle strutture è comunale. «Ma la mia richiesta di collaborazione – dice oggi – è caduta nel vuoto». L’ex direttore, di ritorno dall’ennesima riunione romana, conferma che «se entro fine mese Livorno non garantirà l’inizio delle attività, l’Assi ritirerà la concessione». Logico: niente corse, niente finanziamenti. «Mi auguro – riprende – che il Comune trovi una soluzione che consenta in tempi rapidi la prosecuzione delle attività. Se non dovesse raggiungere un accordo con Alfea, che come le altre società è alle prese col taglio dei finanziamenti, faccia gestire l’ippodromo al liquidatore. Intanto sia il Comune a interfacciarsi direttamente con Roma».
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