Sicurezza
Grassi prende e se ne va: «Basta offese»
Maleodoranze al Picchianti, Arpat conferma il problema. Scoppia la protesta dei cittadini e l’assessore lascia il dibattito
LIVORNO. «Sono abituato a stare nell'educazione, non ad essere offeso». Dopo aver pronunciato queste parole, l'assessore all'ambiente Mauro Grassi si è alzato e ha abbandonato la sala della Circoscrizione 1 dove, ieri pomeriggio, l'Arpat stava presentando i risultati dell'indagine sociale sulle maleodoranze intorno all'area del Picchianti. Una volta fuori dalla sala, Grassi si è sfogato e ha spiegato la sua scelta di lasciare il dibattito. «È l’ora di farla finita - dice -. Io sono per la politica del rispetto e non accetto di essere insultato dai cittadini: non sono certo pagato per sentirmi urlare contro “ladri, delinquenti, imbecilli”. Se questa gente ha imparato a fare come Beppe Grillo, lo voti pure. Io non ci sto».
Grassi poi aggiunge che «se c’è qualche amministratore che accetta di prendere schiaffi dai cittadini, è perché ha dentro dei sensi di colpa. Io non li ho: per questo sono pronto ad ascoltare tutti, ma chiedo rispetto». «Comunque sia - conclude l’assessore - da domani sarò al lavoro per trovare soluzioni per delocalizzare la Ra.Ri e la Lonzi e venire così incontro alla giuste richieste dei cittadini. Ma non c’era bisogno di offendere».
L'incontro ha quindi avuto un finale amaro. Al termine della relazione di Antongiulio Barbaro, uno dei responsabili Arpat, i residenti più esasperati hanno espresso il loro disappunto, e lo hanno anche fatto con toni polemici e fin troppo coloriti, nei confronti del modo di operare delle istituzioni, colpevoli secondo loro di «fare statistiche che non portano a nulla» e presentare «risultati che già conosciamo».
Nelle due ore precedenti, come detto, l'Arpat aveva divulgato le conclusioni dell'indagine, commissionata dalla Provincia in accordo con i comuni di Livorno e Collesalvetti e con la Circoscrizione 1. Lo studio ha confermato che al Picchianti esiste un effettivo disturbo olfattivo. Ma la causa principale non sembra essere la Ra.Ri, quanto piuttosto l'area portuale e industriale della zona settentrionale della città.
L'iniziativa dei "questionari olfattivi" era cominciata nel 2011, con la consegna di una scheda a 70 abitanti (diventati 62 in corso d'opera). Nei mesi di maggio e giugno 2011 i cittadini-volontari hanno riempito il questionario, riportando in tutte le ore del giorno la presenza e l'intensità del disturbo. I dati raccolti (oltre 79 mila) confermano che il disturbo esiste anche da un punto di vista oggettivo, secondo cioè gli standard utilizzati per rilevazioni simili. Sono state usate le linee guida della Germania e della Regione Lombardia (all'avanguardia in questo campo) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli indici hanno appurato la presenza del disturbo olfattivo, con il superamento degli standard nella stragrande maggioranza dei questionari.
L'intensità del cattivo odore, inoltre, assume valori più elevati durante i giorni feriali e valori meno elevati, ma non nulli, nei prefestivi e festivi. L'aspetto più significativo riguarda proprio le possibili cause del disturbo. La Ra.Ri non sarebbe infatti la principale responsabile del fastidioso fenomeno. Solo in 19 recettori (sul totale di 62) il cattivo odore sarebbe attribuibile a una sorgente presso l'impianto, e solo in 3 casi le lavorazioni della Ra.Ri sarebbero le uniche sorgenti del problema.
Per questo l'analisi si è concentrata anche su altre attività produttive della zona. I recettori sono stati uniti in 25 gruppi, e intrecciando i dati dei questionari con quelli relativi alla direzione del vento, sarebbe emerso che i settori di provenienza sarebbero quelli situati ad ovest e nord-ovest. Circostanza che suggerirebbe la presenza di altre sorgenti nell'area portuale e industriale della zona-nord della città.
«L'indagine è solo un primo passo nella lotta all'inquinamento - ha spiegato l'assessore provinciale all'ambiente Nicola Nista -. L'iniziativa si colloca nel percorso di PartecipAria. La nostra speranza è di ritrovarci in questa sede nel prossimo luglio per presentare un piano d'azione che riesca nell'obiettivo concreto di migliorare la qualità della vita dei cittadini».
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