Gioco
Carnival minaccia di saltare Livorno: smacco evitato in extremis
Nel viaggio inaugurale la Carnival Breeze viene dirottata in Darsena Toscana per mancanza di spazio. Il comandante: salteremo Livorno, è previsto libeccio e non voglio rischiare guai. Dopo ore di trattative viene trovata una (mezza) soluzione, ma è solo un rattoppo
Il porto di Livorno ha rischiato una figuraccia sul fronte delle crociere: per alcune ore è risultata cancellata la tappa livornese della “Carnival Breeze”, in agenda per oggi nel viaggio inaugurale di questo gigante dei mari. Non era disponibile l’Alto Fondale perché occupato da traffici merci, dunque la Porto di Livorno 2000 era stata costretta a dirottare in Darsena Toscana, sulla sponda est, la nuova ammiraglia della compagnia di Miami. Solo che il comandante riteneva che il rinforzo del libeccio potesse creare troppi pericoli per la manovra e ha detto che avrebbe saltato Livorno. Ne è nato un fitto intrecciarsi di telefonate fra Livorno, l’agenzia genovese e la casa madre che la società norvegese.americana ha in Florida: a quanto è dato sapere, pur di evitare lo smacco la Porto 2000 era arrivata a offrire di farsi carico di spese supplementari di rimorchiatori e piloti ma senza riuscire a convincere gli interlocutori. Dopo una lunga trattativa è arrivata la soluzione che scongiura un autogol formidabile, che avrebbe fatto il paio con la fuga di Msc (che aveva appena iniziato a puntare su Livorno come porto d’imbarco della propria viceammiraglia Orchestra). Cosa è stato escogitato? Oggi la “Carnival Breeze” tira di lungo e arriva fino a Montecarlo senza neanche sfiorare Livorno, domani – secondo quanto affermano i vertici della Porto di Livorno 2000 – tornerà indietro e sbarcherà i propri turisti a Livorno per le escursioni nella varie città toscane. La tappa dunque non viene saltata ma la soluzione è un rattoppo: inutile dire che il ripetersi di episodi di questo tipo rischiano di minare l’affidabilità di Livorno come partner delle grandi compagnie e dunque di mandare in tilt uno dei pochi settori dell’economia locale che finora, nonostante la crisi, continua a cavarsela benino.
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