Circondati dalle siringhe, la rivolta di San Marco
Insorgono i residenti degli edifici nell’ex scalo ferroviario: «Vittime dello spaccio». Per 2 giorni hanno cercato di far pulire il cumulo di sporcizia, ma senza successo
LIVORNO. Aprire la porta di casa e trovare un cumulo di siringhe usate. Non è proprio il massimo. Specialmente se da anni si denuncia alle forze dell’ordine e all’amministrazione un’insostenibile convivenza con spaccio, degrado, sporcizia, barboni e così via. Ora i residenti dell’edificio dell’ex stazione San Marco dicono basta a tutto questo e stanno preparando un esposto da presentare in questura.
Il risveglio choc nell’ex scalo c’è stato giovedì mattina. Gli abitanti della zona, una decina di famiglie, si sono ritrovati davanti a una situazione scioccante. E di difficile gestione non solo per l’orrore e il degrado urbano, ma soprattutto per la pericolosità, visto che le siringhe erano tutte usate e alcune ancora sporche di sangue. Per tre giorni i residenti hanno cercato di contattare l’Aamps telefonicamente per far pulire l’area, ma senza successo.
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