Gioco
Ora la maggioranza è alle prese con la maturità
Giannini (Sel) chiede di sospendere commissioni e consiglio durante la mattina per tre settimane perché ha gli esami
LIVORNO. Il capogruppo di Sel, Lamberto Giannini, ha scritto al presidente del consiglio comunale Enrico Bianchi (Pd) e ai responsabili delle varie commissioni consiliari chiedendo di non convocare le commissioni e il consiglio comunale, per tre settimane, in orario mattutino. Il motivo? Giannini, che insegna storia e filosofia al liceo di via della Bassata, è stato chiamato a presiedere la commissione che valuterà le prove di maturità degli studenti di Cecina. Il periodo va dal 18 giugno al 5 luglio. Nel mezzo c’è una delicata tre giorni sul bilancio, con votazione prevista in consiglio entro il 30.
Già lo scorso anno Giannini e altri due consiglieri impegnati con gli esami di Stato avevano chiesto di sospendere l’attività mattutina. Ma questa volta il quadro politico è ben diverso: Giannini ha lasciato la commissione cultura, ha rifiutato la vicepresidenza del consiglio dopo un dibattito choc, è uscito ufficialmente dalla maggioranza. Così anche questa rodata richiesta di stop si è trasformata in un’occasione per litigare. Nel battibecco via e-mail con i consiglieri Giannini scrive che «forse non mi sono spiegato, io sono in commissione di esame e ho chiesto per norma e non per cortesia di non effettuare commissioni mattutine». Tra gli (ex) alleati c’è chi storce il naso e grida al «tono perentorio».
Il vendoliano spiega quindi che «gli insegnanti assunti a tempo indeterminato devono fare domanda e se vengono scelti non possono mancare, sarebbero precettati». «Il presidente Bianchi che è persona seria – continua – mi ha detto che farà tutto il possibile per spostare le sedute al pomeriggio. Certo non posso non notare che lo scorso anno non ci sono stati problemi mentre quest’anno ci sono un sacco di dubbi. Non mi piace questo modo di fare, mi ricorda tanto il metodo Boffo: spero di sbagliarmi». Giannini mette le mani avanti: «Se la mia richiesta non sarà rispettata di fatto si impedirà a Sel, che ha un unico consigliere, di essere presente. Penso soprattutto alla discussione sul bilancio. Non voglio andare – chiude – dal prefetto, non vorrei certo bloccare i lavori della città. Ma sono sicuro che avrei ragione».
A dirla tutta, in questo senso c’è un precedente curioso: nell’ultimo mandato Guido Guastalla (Pdl) aveva chiesto di sospendere le sedute durante le festività ebraiche. Il presidente del consiglio aveva chiesto un consulto sia al ministero che al prefetto e la diatriba si era chiusa con un nulla di fatto. Anche questa volta servirà una lettera a Roma o gli alleati si fermeranno prima?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
