Il Tirreno

Livorno

Nel fumetto sulla santa spunta la parolaccia

Nel fumetto sulla santa spunta la parolaccia

Nel fascicolo a fumetti distribuito dalla diocesi per raccontare la vita di santa Giulia c’è una parolaccia (“caàta”): ne è nata una polemica all’interno della Chiesa. Troppo volgare, dicono alcuni fedeli. La diocesi: macché volgare, l’avete visto cosa trasmette la tv anche in prima serata?

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La diocesi ha deciso di affidarsi ai fumetti per divulgare fra i ragazzi la storia della vita della patrona santa Giulia, una «immigrata extracomunitaria» l’ha definita in passato il vescovo Simone Giusti ricordando che proveniva dal Nord Africa. Ma ne è nata una polemica non tanto per il fumetto in sé quanto per il fatto che in una delle tavole compare un (livornesissimo) insulto: “Caàta”.

La sceneggiatura ruota attorno al racconto di santa Giulia che la nonna fa a due nipotini un po’ discoli, che a un certo punto si mettono a litigare finché alla ragazzina scappa la pazienza. Non è mancato fra i fedeli e fra i parroci chi si è scandalizzato per il fatto che una pubblicazione della diocesi distribuita in duomo per una iniziativa solenne contenga una parolaccia . C’è invece chi ha apprezzato la volontà di cercare un contatto con i più giovani in modo molto diretto e informale. La diocesi difende la propria scelta: quella parola “scandalosa” non è nulla in confronto alla vera volgarità che trionfa in tv, anche in prima serata e anche sotto gli occhi dei bambini.

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di Redazione web