Il Tirreno

Livorno

La doccia pubblica è scomparsa Proteste ai Tre Ponti

di Diletta Fallani
La doccia pubblica è scomparsa Proteste ai Tre Ponti

Per i frequentatori della spiaggia libera, il servizio è molto utile. «Trattati come cittadini di serie B»

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LIVORNO. Che fine hanno fatto le tanto utilizzate docce poste nel superstite arenile ancora pubblico dei Tre Ponti? Una domanda questa, che sta circolando tra molti dei bagnanti, affezionati e non.

Ogni anno questa spiaggia - la più popolare e conosciuta della città - riserva sorprese ai livornesi: due anni fa, lo ricorderete bene, ci fu la protesta dei bagnanti per la presunta riduzione dell’arenile a vantaggio di quello dato in concessione a una società privata; puntualmente, poi, si ripetono le lamentele per le alghe che - una volta ammassate - vengono lasciate lì a seccare in compagnia dei bagnanti, costretti a convivere tra cattivi odori e invasioni di minuscoli insetti;poi c’è stato il problema delle docce chiuse e poi riaperte in seguito alle proteste dei cittadini.

Quest'anno, poi, la loro inaspettata scomparsa. Senza alcuna informazione per i bagnanti. Niente tubi, niente di niente, il getto rigenerante d'acqua dolce non esiste più. «Hanno sbagliato a negarci le docce - spiega Maria Luisa Pagni, abituale frequentatrice della spiaggia- erano comode, permettevano di tornare a casa senza la brutta sensazione del sale addosso, soprattutto per i bambini». C'è anche chi, su questa situazione di disagio, ha deciso di scherzare un po' ed ecco che sul muro è apparsa una bella doccia dipinta. L’ironia livornese non guasta mai... «Non c'è quasi più una spiaggia che si possa dire per tutti- aggiunge Iva Gini - questo è forse uno degli ultimi arenili liberi e cosa fanno? Annullano il giusto operato di chi a suo tempo le aveva installate e levano le docce pubbliche». Tra i bagnanti è evidente un forte rammarico per questa scelta, ma alcuni rimangono comunque fiduciosi che la scelta non sia definitiva e che chi di dovere, cioè il Comune, nonostante si sia già in stagione balneare, provvederà presto a ripristinarle. «Mi sono trasferita da poco a Livorno - interviene Annadriana Maiulo- e ritengo che con questi tempi di crisi sia necessario che il mare sia accessibile a tutti e che anche nelle rarissime spiagge pubbliche i servizi come docce e la tenuta decorosa della sabbia siano dovuti ai cittadini. Molte persone hanno perso il lavoro- aggiunge- e non potranno spendere soldi per frequentare gli stabilimenti balneari».

Oltre al problema docce scomparse, c’è un'altra questione che viene portata alla luce dal signor Angelo Mancini «Sono anch'io dispiaciuto per le docce-dice- ma questo è soltanto uno dei problemi, basta vedere lo sversamento in mare e il ristagno evidente vicino agli archi dei ponti».

Insomma, se a Livorno non si ritiene che ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B, come dice Lara Bani "Chi ne ha la possibilità, sarebbe bene che ci restituisse le docce come erano prima».

Ma dalla risposta dell’assessore Valter Nebbiai, che pubblichiamo in pagina, pare che l’amministrazione comunale non sia intenzianata a ripristinare la doccia e preferisca invece seguire un’altra strada:far sì che sia possibile utilizzare, da parte di tutti, la doccia dell’arenile dato in concessione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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