La protesta
«Il fondale sta bene» Parola di Arpat
LIVORNO. Il fondale dove sono stati dispersi i 95 fusti tossici caduti in mare lo scorso 17 dicembre sta bene. Parola di Arpat e Castalia. Ieri sono stati resi noti i risultati degli esami di...
LIVORNO. Il fondale dove sono stati dispersi i 95 fusti tossici caduti in mare lo scorso 17 dicembre sta bene. Parola di Arpat e Castalia. Ieri sono stati resi noti i risultati degli esami di laboratorio effettuati sul alcuni campioni prelevati nel marzo scorso, mentre sono ancora in corso le operazioni al largo dell’isola della Gorgona della sessantina di fusti ancora da recuperare.
«La direzione tecnica di Arpat – si legge in una nota – ha trasmesso a tutte le autorità interessate alla vicenda il rapporto che riassume le valutazioni dei risultati delle analisi effettuate da Castalia sui campioni di sedimenti prelevati nell'area di ritrovamento dei fusti tossici dispersi dalla nave cargo “Venezia”».
Questa relazione segue quella analoga già pubblicata sulle analisi dei campioni di acqua prelevati nella stessa zona. I risultati analitici effettuati da Arpat concordano sostanzialmente con quelli forniti da Castalia e mostrano valori analoghi a quelli abitualmente riscontrati nell'ambito dalle attività di controllo della qualità dei sedimenti marini e con quelli prelevati in zone lontane dall'area di ritrovamento dei fusti. In tali sedimenti «sono inoltre assenti fenomeni di tossicità e non ci sono quindi evidenze di contaminazioni dei sedimenti marini».
Ulteriori campionamenti di acqua e sedimenti nell’area saranno effettuati al termine delle operazioni di rimozione dei fusti attualmente in corso.
Intanto dalla Provincia arriva l’ennesima mozione per fare chiarezza sul caso bidoni. Il documento, stavolta, è firmato da Silvio Lami e da altri quattro consiglieri.
I cinque chiedono all'amministrazione di «farsi promotori di una protesta sostanziale verso il Ministero, affinché si impegni concretamente a trovare una soluzione per recuperare e mettere in sicurezza questi bidoni». Ma chiedono anche di istituire il prima possibile un piano regolatore del m are per le acque territoriali toscane e infine che il Consiglio Provinciale «sia puntualmente informato sullo stato delle ricerche e del recupero, sulle indagini in corso e sugli sviluppi giudiziari, anche tramite convocazione della conferenza dei capigruppo».(f.l.)
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