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La Polizia postale rischia di lasciare Livorno

La Polizia postale rischia di lasciare Livorno

Proteste per i tagli stabiliti dal Ministero dell’Interno: resterebbe solo Firenze L’allarme lanciato dall’associazione Prometeo: «Sarebbe un via libera ai pedofili»

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LIVORNO. La sede livornese della polizia postale rischia di chiudere. I tagli annunciati dalla ministra dell’Interno Annamaria Cancellieri, pari a 65 milioni al livello nazionale, mettono in ginocchio una delle specialità principali della Polizia di Stato, quella postale, che negli ultimi anni ha visto crescere veritiginosamente il lavoro a causa dell’aumento dei reati informatici. In base a quanto emerso finora, l’intenzione del Governo è quella di chiudere le sedi provinciali, una settantina in tutto in Italia, mantenendo solo i dipartimenti regionali. Per oggi è fissato un faccia a faccia tra i sindacati e Cancellieri, che ieri ha già incontrato il direttore del servizio di polizia postale, Antonio Apruzzese. L’annuncio della possibile chiusura delle sedi provinciali è stato dato mercoledì da Firenze ai rappresentanti degli uffici distaccati. Ma non è ancora chiara la destinazione del personale specializzato della polposta, che potrebbe confluire nelle questure.

Un grosso danno per Livorno, dove negli ultimi anni il lavoro per gli esperti informatici della polposta è notevolmente aumentato. C’è stata infatti un’impennata dei reati relativi a molestie e minacce via web (le denunce sono cresciute da 8 a 121 nell’ultimo anno), furti di identità su facebook, truffe (da 126 a 239) e così via. Basti dire che nell’ultimo le analisi di pc e cellulari in seguito a denunce sono state 114, a fronte delle 19 dello scorso anno. Se il progetto dell’Interno andasse in porto, come farebbe il dipartimento regionale a gestire la montagna di segnalazioni e denunce, oltre che di verifiche, provenienti da tutta la Toscana? Impossibile mantenere lo standard di qualità, come denunciano i sindacati. E un cittadino livornese vittima di un reato informatico, a chi dovrebbe rivolgersi?

I sindacati hanno fatto un comunicato a sigle unite in cui sottolineano che Cancellieri aveva garantito che non avrebbe tagliato sulla sicurezza, elogiando proprio il lavoro della postale. E hanno aggiunto che «se si chiudono distaccamenti di polstrada, polfer, squadre nautiche e postale e si tagliano le questure, l’effetto negativo sull’efficienza per la sicurezza dei cittadini e delle strade sarà assolutamente inevitabile».

Insorge contro il rischio chiusura delle sedi di polizia postale anche il presidente dell’associazione antipedofili Prometeo, Massimiliano Frassi, che ha scritto una lettera aperta alla ministra Cancellieri. «La chiusura delle sedi locali permetterà ai pedofili di agire impunemente nella rete. In questi anni la polizia postale ha arrestato quasi 6mila predatori di bambini. Ha sequestrato e bloccato la diffusione di milioni di immagini e video a carattere pedofilo. Un sito pedopornografico può far guadagnare anche 90mila euro al giorno, garantendo alla criminalità organizzata soldi sulla pelle dei bambini».

Lara Loreti

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di Redazione web