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l’intervento

«Così anche il consumatore viene tutelato nel servizio»

LIVORNO. La campagna contro l'abusivismo della Cna apre una riflessione da un punto di vista etico. In sostanza con questa iniziativa viene chiesto ai lavoratori (ma anche ai cittadini) di denunciare...

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LIVORNO. La campagna contro l'abusivismo della Cna apre una riflessione da un punto di vista etico. In sostanza con questa iniziativa viene chiesto ai lavoratori (ma anche ai cittadini) di denunciare pratiche messe in campo da colleghi, o comunque da soggetti che spesso offrono lavoro a basso prezzo perché in difficoltà economiche.

«Il momento è certamente difficile per tutti, ma l'abusivismo non è la soluzione al problema - spiega in proposito Alessandro Longobardi - Si può comprendere umanamente chi svolge un’attività in modo improprio per necessità, e non per fare il furbetto. Ma tale comportamento non può più essere tollerato».

Fino a qualche anno fa i lavoretti al nero potevano passare inosservati o essere considerati «trascurabili» nell'ottica dell'economia locale. Ma oggi le imprese sono già in ginocchio per la crisi, e associazioni di categoria e organismi di controllo non possono più chiudere un occhio.

«Il contributo dei lavoratori e dei cittadini - prosegue il responsabile comunicazione della Cna - in questi casi è fondamentale, perché altrimenti è quasi impossibile venire a conoscenza delle attività sleali. La campagna protegge anche il consumatore, perché spesso chi offre prestazioni a prezzi fuori mercato lo fa con un servizio meno qualificato rispetto alle aziende in regola».

Dunque una mossa che, in teoria dovrebbe tutelare, tutte le categorie. «Oggi l'abusivismo non è più al livello dell'amico che fa il lavoro per l'amico. Ci sono soggetti che si propongono in via ufficiale e continuativa, in modo organizzato, anche con preventivi scritti».

Un esempio significativo è un volantino che circolava a Piombino nei giorni scorsi (e che sarà materia per una delle prime segnalazioni della campagna). «Parrucchiera a domicilio - c'è scritto - tutto a poco prezzo». Sul foglietto è riportato anche il tariffario: 10 euro per shampoo e messa in piega, 20 euro per il taglio, 25 per la tintura, 30 per i colpi di sole.

«Il nostro intento - conclude Longobardi - non è punire legalmente o economicamente i soggetti abusivi, quanto arginare il fenomeno e scoraggiare tali comportamenti in futuro. Ci auguriamo anzi che non ci sia neanche bisogno di passare alle vie legali. Speriamo che il meccanismo delle segnalazioni sia di per sé un deterrente per chi pratica l'attività abusiva».

(f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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