Via dalla maggioranza: il gran rifiuto di Giannini
Caos per l’elezione del vicepresidente del consiglio. Rottura fra Pd e Sel
LIVORNO. L’elezione del vicepresidente del consiglio, dopo le dimissioni di Lorenzo Del Lucchese (Idv) che è diventato presidente della settima commissione, si è trasformata in un’altra puntata della crisi della maggioranza. E, di conseguenza, anche dell’inerzia del consiglio comunale: il lungo, polemico e stucchevole dibattito sulle candidature del vicepresidente ha infatti avuto come risultato quello di ritardare la discussione sul Prg del porto.
Che la vicenda prendesse una brutta piega lo si è capito subito quando Lorenzo Del Lucchese (Idv) ha candidato a sorpresa il capogruppo di Sel, Lamberto Giannini. Gianfranco Lamberti (Confronto), sollevando dubbi sull’incompatibilità tra capogruppo e vicepresidente e ricordando che è in corso una procedura per modificare il regolamento, ha chiesto il rinvio. Bruno Tamburin (Pdl) si è accodato. Andrea Romano (Idv) e Lorenzo Cosimi (Prc), ricordando la deroga fatta per Marco Cannito (Città Diversa), hanno sollecitato invece il voto con la candidatura di Giannini. A questo punto Massimo Gulì, indispettito dal fatto che la candidatura di un esponente di maggioranza provenisse da Idv, appellandosi al regolamento e ipotizzando l’esistenza di un asse per escludere il Pd (concetto poi esplicitato dal sindaco), ha chiesto a Giannini di dimettersi da capogruppo di Sel e di passare nel gruppo misto. «A queste condizioni siamo pronti a votarti », ha detto. Immediata la reazione di Giannini: «Il vostro è un ricatto, non potete puntarmi la pistola contro. Se dovessi essere eletto, in caso di incompatibilità deciderò cosa fare».
Alessandro Cosimi si alza: «È chiaro il tentativo di isolare il Pd ma non si può giocare sulla vicepresidenza per ammiccare a future alleanze: se volete un atto di forza, siamo pronti a farlo. Candidiamo uno del Pd e chiudiamo così». Poi il Pd decide di votare scheda bianca, Giannini ottiene 9 voti ma rinuncia perché «dopo il ricatto politico di Gulì non c’è il clima per svolgere un incarico istituzionale di garanzia». E subito dopo: «Io in maggioranza da oggi non ci sono più». (a.g. - j.g.)
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