Gioco
Va a firmare dai carabinieri con la bici rubata al militare di servizio alla porta
Incredibile ma vero: il pregiudicato con obbligo di firma si è presentato in caserma con la bici rubata. Ad aprire la porta c’era proprio la vittima del furto
Ieri sera un livornese ha avuto la malaugurata idea di presentarsi ai carabinieri di Viale Fabbricotti in sella ad una bici che era stata rubata poco prima proprio al militare in quel momento di servizio alla porta. Un carabiniere, che presta servizio al comando provinciale dell'Arma, quotidianamente arriva in città in treno e, dalla stazione ferroviaria, va in caserma in bicicletta.
Ogni giorno, al termine del turno di servizio, il militare torna alla stazione e parcheggia la bici nell'area riservata, bloccandolo con una catena. Ieri, sceso dal treno, si è diretto verso il solito posto, ma della sua bici non c'era traccia. Inutile dire che nessuno intorno aveva notato niente di anomalo. Il furto di quell'oggetto lo ha colpito profondamente, perché per lui non è solo un mezzo di trasporto qualunque con cui muoversi attraverso Livorno, ma un regalo del padre.
Molto seccato, il carabiniere ha preso il primo autobus e, arrivato in caserma, ha cominciato il suo servizio all'ingresso principale. Attorno alle 19 vedendo arrivare, come ogni giorno un pregiudicato 34enne per stupefacenti di Livorno, con obbligo di firma, non ha creduto ai propri occhi: l'uomo stava pedalando sulla sua bicicletta. Non ha avuto dubbi nel riconoscere il mezzo, perché si tratta di un modello non comune, con la canna piatta, che lo rende inconfondibile.
Il ciclista si è prima difeso dicendo che la bici era sua da tanto tempo, poi, messo alle strette, ha cambiato versione, sostenendo di averla appena comperata a Pisa per 20 euro. Ovviamente, non ricordava dove esattamente, né da chi. Vista la bella giornata, aveva deciso di farsi una pedalata fino a Livorno per collaudarla subito. La bicicletta è stata restituita al carabiniere, mentre l'altro è stato denunciato per ricettazione.
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