Italia
«Se passa la riforma non vi votiamo più»
Il sindacato fornisce i numeri delle conseguenze per il nuovo sistema della cassa integrazione e delle pensioni
LIVORNO. «I partiti, specialmente il Pd, se approvano la riforma del lavoro e delle pensioni così com’è presentata, sappiano che ce lo ricorderemo nel 2013 quando ci saranno le elezioni». Un aut aut a viso aperto quello dei lavoratori della aziende di componentistica auto locali. Frasi che suonano come minacce, ma che sono tentativi disperati di chi non vede speranze per il futuro. E si rivolge a quei partiti che tradizionalmente sono sempre stati dalla parte dei lavoratori: le forze di sinistra.
Ieri mattina i rappresentanti degli operai delle aziende di componentistica auto più importanti della città si sono trovati alla Fiom, con il segretario Enrico Pedini. E, dati alla mano, hanno tracciato le linee della crisi in città. Un’immagine tetra in cui aumenta la disoccupazione, c’è il rischio di non veder rinnovata la cassa integrazione e quindi si prospettano gli esuberi. Che in parole povere vogliono dire licenziamenti, persone che perderanno il lavoro e a casa hanno una famiglia da mantenere. «Basta fare due conti - dice Pedini - 50 esuberi alla Trw, 15 alla Pierburg, 120 alla Magna, 140 alla De Tomaso, 80 alla Mtm. Sono già oltre 400 persone che già dal prossimo anno perderebbero il lavoro. A queste si aggiungono le richieste di cassa integrazione per le piccole aziende, ne facciamo non meno di una al giorno. A conti fatti, se la riforma del lavoro non viene riformulata, tra pochi mesi si conterebbero oltre 700 esuberi, e quasi 300 lavoratori in cassa integrazione in deroga». Una situazione drammatica, che le tute blu delle aziende cittadine descrivono fornendo numeri precisi (vedi le tabelle a fianco, ndr), come a voler tracciare la mappa esatta della loro tragedia. Una tragedia che hanno deciso di gridare non solo alla città, ma anche ai rappresentanti delle istituzioni e della politica.
E se ieri Fim, Fiom e Uilm di Torino hanno chiesto un incontro al ministro delle Attività Produttive, Corrado Passera, per verificare la situazione della De Tomaso, resta incerto il futuro del 1.100 lavoratori di Torino e Livorno. Proprio un dipendente ex Delphi, Loriano Mannari, ha promesso battaglia: «Chiediamo che le forze politiche facciano attenzione a ciò che votano, se non ci sarà il rinnovo della cassa in deroga, faremo manifestazioni, anche nazionali». Gli fa eco Michele Questa della Trw: «Se i partiti voteranno questa riforma, ce ne ricorderemo nel 2013».
Anche Pedini manda un messaggio forte alla politica: «Chiamiamo le forze politiche e le istituzioni a prendersi le loro responsabilità. Quando il prossimo anno qualcuno andrà a chiedere il voto a questi lavoratori, tutto dipenderà da cosa partiti e istituzioni avranno o non avranno fatto». Il segretario della Fiom traccia anche una strada per risollevare le sorti dell’industria cittadina. «La parola speranza esiste - dice Pedini - ed è la reindustrializzazione di Livorno. Finalmente a Collesalvetti è stato liberato il Centro Intermodale, grandi estensioni di terreno per creare aziende. Bisogna provarci. Si fanno un sacco di discorsi e basta, invece bisogna individuare un soggetto che organizzi questo piano per dare nuova vita alle industrie. Un territorio come il nostro non può sopravvivere solo con il turismo».
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