Provincia: tagli più soft al servizio bus
Accordo con la Regione, progetto per i lavoratori pendolari a Guasticce. La Fit Cisl: fondi inadeguati
LIVORNO. In vista della gara regionale per il gestore unico del trasporto pubblico, Provincia e Comuni stanno lavorando in tandem con la Regione alla riorganizzazione del settore: va letto in questa chiave l’accordo siglato fra Provincia e Regione per definire il quadro delle risorse sulle quali costruire la programmazione dal prossimo anno al 2022.
Da Palazzo Granducale si conferma che, a fronte della «progressiva diminuzione dei trasferimenti statali dal 2010 ad oggi», la Regione ha messo sul tavolo meno quattrini: 14,4 milioni di euro per il 2013, cioè il 21% in meno rispetto a quest’anno. Ma, secondo la Provincia, c’è «una minore differenza rispetto all'effettivo chilometraggio minimo garantito, che passa dai 7,7 milioni di km a 7,3, con un calo del 5,2%.
«Il confronto con la Regione è stato particolarmente serrato ma, a mio avviso, si è chiuso in maniera soddisfacente per bisogni del nostro territorio», dice l’assessore provinciale Piero Nocchi, che confida nelle economie di scala ottenibili con un gestore unico.
La trattativa con Firenze si è incentrata soprattutto su due aspetti. L’uno ha a che fare con i parametri di redditività delle linee. Il problema è come fare fronte alla domanda di trasporto che arriva dalle realtà territoriali più deboli: è stato ottenuto – afferma la Provincia – che, oltre ai fondi extra garantiti da Provincia e Comuni, si aggiungano ulteriori risorse, afferma l’assessore. L’altro aspetto riguarda il trasporto dei pendolari: se la priorità principale – dice Nocchi - resta quella del trasporto scolastico, è stata data pari dignità anche a quello dei lavoratori perché in una fase di grave difficoltà per le famiglie si prevede un «sensibile aumento dell'utilizzo dei mezzi pubblici».
La Regione ha messo sul tavolo altri 940mila. Si profilano «importanti novità si configurano anche per le aree della piana di Guasticce e dell'Interporto», dice Nocchi parlando di un progetto specifico.
Palazzo Granducale spinge anche per l’omogeneizzazione delle tariffe dando la possibilità di usare il solito biglietto per mezzi e linee diverse.
Fit Cisl: soldi insufficienti. Sul trasporto pubblico interviene anche la Fit Cisl: a suo giudizio, sono «assolutamente insufficienti» i fondi stabiliti dalla Regione e non basta la clausola sociale a difendere i diritti dei lavoratori. Si chiede invece il passaggio dei lavoratori al soggetto vincitore della gara regionale, rispettando anche i contratti aziendali. Il sindacato teme che una logica che punta solo a risparmiare sulle risorse non faccia altro che far precipitare il servizio in una spirale negativa che si ripercuoteà sul calo del numero dei passeggeri trasportati.
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