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Pedofilo, s’indaga su un legame col caso della ragazza picchiata
La Procura ipotizza una possibile connessione tra le due indagini. L’uomo accusato di tentata violenza verso la 13enne avrebbe usato su facebook il nome del padre della adolescente aggredita alla Scopaia
LIVORNO. Potrebbe esserci un collegamento fra l’aggressione che s’è verificata venerdì sera nei confronti della ragazzina di 17 anni, legata e picchiata alla Scopaia, e il caso della tentata violenza verso la ragazzina di 13 anni agganciata su facebook da un operaio di 44, poi arrestato. Quest’ultimo, per avere un contatto con la ragazzina, si era spacciato per un giovane di 19 anni. E, come accertato dalla polizia, aveva creato un profilo facebook finto, con nome, foto e riferimenti fittizi. Solo che, in base a quanto emerso dalle indagini, il nome scelto dall’operaio sarebbe lo stesso (o comunque molto simile) a quello del padre della ragazzina picchiata alla Scopaia. Si tratta di una coincidenza? È possibile che ci sia un collegamento fra l’aggressione subita dalla ragazzina di 17 anni e il caso di pedofilia?
La violenza della Scopaia è successa nella serata di venerdì, intorno alle 22.45 ma è stata scoperta solo un’ora più tardi. La mattina dello stesso giorno, i genitori della tredicenne e di una sua amica (anche lei vittima delle lusinghe dell’operaio di 44 anni travestito da giovane di 19) avevano presentato denuncia alla polizia perché avevano scoperto le chat spinte intercorse tra le ragazze e l’uomo. Conversazioni in cui l’uomo faceva proposte sessuali esplicite alla teen ager di 13 anni, invitandola anche a denudarsi.
Scoperti i dialoghi, i genitori delle ragazzine sono subito corsi ai ripari e hanno presentato denuncia alla polizia postale. Erano terrorizzati dal rischio che un adulto circuisse la propria figlia, per di più col rischio che quel profilo facebook non fosse autentico. Dietro a quel nome e a quella foto, infatti, avrebbe potuto celarsi chiunque. E così è iniziata la prima indagine della polizia.
La sera di quel giorno, un altro allarme è scattato alla Scopaia. Una ragazzina di 17 anni è stata trovata legata e semisvenuta nello scantinato del suo palazzo. Due uomini l’avevano aspettata nell’androne dell’edificio e poi l’avevano trascinata nel sottoscala. Poi le avevano legato le mani con un lembo della sua maglietta, che risultava strappata.
A trovarla in quella situazione era stato il fidanzatino che, dopo tante telefonate senza risposta, era andato di persona a casa di lei. Da subito, forte è stato il sospetto che la 17enne fosse stata violentata, ma per fortuna non è andata così. È rimasto però in sospeso il movente dell’aggressione.
Per sciogliere questo nodo stanno lavorando gli investigatori della squadra mobile, che dovranno rispondere a tutte le domande rimaste insolute.
Ci si chiede anche come mai l’operaio di 44 anni abbia scelto proprio quel nome per mascherare il suo profilo facebook.
Molte risposte potranno arrivare dall’interrogatorio dell’arrestato, che sarà sentito dagli inquirenti nei prossimi giorni.
E saranno utili a fare chiarezza anche le conversazioni tra il 44enne e la ragazzina, oltre che il materiale presente nel pc di lui che è stato sequestrato.
Ora le chat sotto accusa sono nelle mani degli investigatori che hanno anche sequestrato il profilo facebook finto dietro al quale il 44enne si nascondeva. La squadra mobile della polizia, che sta indagando su entrambi in casi, ha consegnato tutto alla Procura, in particolare al pubblico ministero Gianfranco Petralia, che sta coordinando le indagini.
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