Italia
Il bacino potrebbe dare nuovi posti
LIVORNO. Un messaggio diretto ai vertici delle istituzioni locali e alla politica viene anche dai lavoratori del cantiere navale Benetti. Che insistono sull’importanza di risolvere una volta per...
LIVORNO. Un messaggio diretto ai vertici delle istituzioni locali e alla politica viene anche dai lavoratori del cantiere navale Benetti. Che insistono sull’importanza di risolvere una volta per tutte l’annosa vicenda del bacino.
«Noi siamo 160 dipendenti - racconta Vittorio Milella - più 450 dell’indotto. Adesso ci sono in costruzione 11 barche, tra le quali una di 90 metri. I piazzali del cantiere sono pieni di barche, Benetti potrebbe rappresentare un elemento di prospettiva attraverso cui rilanciare il lavoro in città».
Un elemento che però, secondo i lavoratori, non viene valorizzato in adeguatamente. «Si creano troppi nodi politici - prosegue Milella -, come quello sul bacino, che invece se fosse in funzione servirebbe a dare una grossa risposta occupazionale».
Insiste sull’importanza di rimettere in attività il bacino anche Fabio Raffaelli, della Rsu Fiom Benetti. «Voglio parlare alla Port Authority - dice -, il presidente Gallanti si dovrebbe ricordare che il bacino è sotto sequestro e che per rimetterlo in funzione servono 15 milioni di euro. Allora ci si attivi in questa direzione, però non vogliamo cordate genovesi, devono intervenire i livornesi. La politica trovi il coraggio di prendere delle decisioni».(a.c.)
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