Il Tirreno

Livorno

«Diamo agli sfrattati le vecchie case di Corea»

di Juna Goti
«Diamo agli sfrattati le vecchie case di Corea»

Unione inquilini propone di usare per i piani di recupero gli alloggi da demolire «In 80 fuori casa: subito un consiglio straordinario». Domani incontro col prefetto

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LIVORNO. Sistemare le famiglie che hanno perso la casa, o stanno per perderla, nei palazzi che saranno liberati in via Amendola. La proposta, che arriva dai rappresentanti dell’Unione Inquilini (Daria Faggi, Paolo Gangemi, Gino Picoco), ha riscosso l’appoggio di molti gruppi politici in consiglio comunale.

«I piani di recupero – dice Faggi – devono essere ripensati, adattati, alla luce della gravissima emergenza sfratti che si è venuta a creare in città. Entro la fine del mese – fa sapere – ottanta famiglie incluse nelle liste di emergenza avranno esaurito ogni possibile rinvio e resteranno in mezzo a una strada, perché di spazi pubblici non ce ne sono più».

Ecco perché domani i sindacati incontreranno il prefetto e chiederanno la convocazione di un tavolo per trovare una soluzione alla Bologna («si chieda ai privati di rimandare gli sfratti in cambio di un indennizzo pubblico»).

Situazione estrema, estreme soluzioni: «Chiediamo di creare nei palazzi che vengono evacuati per i piani di recupero una struttura temporanea per l’emergenza abitativa, fino a quando le aree diventeranno cantierabili». Il riferimento è agli appartamenti di via Amendola, in Corea, in fase di sgombero perché gli inquilini saranno trasferiti alla Scopaia.

La proposta, però, non sembra convincere l’assessore Bruno Picchi: ieri c’è stata una delicata riunione in circoscrizione 1, oggi, forse, ci sarà un passaggio interno al Pd. La paura è che una volta trasferite le famiglie nelle case da demolire, diventi impossibile farle uscire al momento di ricostruire. E il blocco, temono dal Comune, potrebbe mettere a rischio i finanziamenti dei piani.

«Ma prima di demolire – controbatte Faggi – ci vogliono in media dai due ai quattro anni. La dimostrazione sono gli edifici chiusi e vandalizzati di via Gobetti. La normativa dice che non c’è il rischio di perdere i soldi fino a quando l’area non diventa cantierabile».

L’Unione chiede anche di «smetterla di progettare piani di recupero dove il saldo delle case popolari è negativo» e critica la variante abitare sociale di Fiorentina e Coteto («non è giusto consentire la costruzione di edifici privati»). Ma soprattutto chiede la convocazione, entro 30 giorni, di una seduta straordinaria del consiglio comunale su casa e occupazione.

C’è scritto nella mozione che ha messo d’accordo Sel, Idv, Federazione della sinistra e Città diversa. «Abbiamo chiesto l’appoggio dei gruppi consiliari – chiarisce Gangemi – perché ci sia un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Il Comune, anche se facesse tutto il possibile (e per noi non lo fa) non ce la farebbe a tamponare l’emergenza senza scelte coraggiose. Abbiamo chiesto l’appoggio anche a Pd e a Confronto, ma hanno deciso di prendere tempo...».

«Si faccia subito un consiglio tematico – prende la parola Lamberto Giannini (Sel) – lo stesso assessore Cantù chiede l’aiuto di tutti. Vediamo se è possibile riempire le case di via Amendola, altrimenti troviamo soluzioni alternative perché siamo in una situazione da protezione civile».

Marco Cannito (Città diversa) in tema di sos casa denuncia «vergognosi ritardi» e guardando alla variante abitare sociale che porterà alla costruzione di nuove case, grida alla »cementificazione» e sottolinea che «siamo in rotta di collisione con l’amministrazione su tutta la partita urbanistica». Andrea Romano (Idv) non perde occasione per ricordare che «lo statuto prevede di fare almeno una seduta speciale all’anno sul sociale, ma in tre anni non è mai stata fatta».

«Siamo rimasti sei mesi senza assessore – gli fa eco polemico Lorenzo Cosimi (Rifondazione) – e questo non ha aiutato. Sono perplesso perché non siamo mai riusciti ad avere una mappatura degli alloggi sfitti». L’appello di tutti, in attesa del consiglio, va all’assessore Valter Nebbiai perché il prossimo bilancio preveda aliquote Imu più basse per chi affitta seconde e terze case a canone concordato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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