Sicurezza
Ippodromo Caprilli, salta l’avvio delle corse
Proseguono le trattative tra Comune e Alfea per trovare un accordo sulla gestione semestrale
LIVORNO. Salta l’avvio della stagione ippica all’ippodromo Caprilli. L’inizio ufficiale dell’attività era stato stabilito per domani, invece i cavalli resteranno fermi. Pare infatti che a comunicare il rinvio dell’inizio delle corse sia stata la stessa Unire, con un documento inviato a fine maggio.
Non solo, le corse non riprenderanno neanche giovedì della prossima settimana - il 14 giugno, visto che fino ad oggi l’Unire non ha fornito comunicazioni in merito.
I lavoratori della Labronica corse (in cassa integrazione da mesi) pare non abbiano ancora ricevuto informazioni per dare il via alle procedure burocratiche che precedono le gare. Ciò significa che la stagione ippica potrebbe slittare ancora. A quando è tutto da chiarire.
La giornata di domani era la data che nei giorni scorsi gli stessi lavoratori avevano indicato come quella più probabile per cominciare la stagione ippica.
Invece no. Il Caprilli, che abitualmente sta aperto al pubblico da giugno a settembre e poi a novembre e dicembre per l’attività invernale, potrebbe non aprire fino alla a fine di giugno.
Uno slittamento della stagione ippica su cui dovrebbe essere fatta chiarezza proprio in queste ore. Sembra infatti che ieri alcuni rappresentanti dell’Alfea, la società pisana che gestisce l’ippodromo di San Rossore e ha dimostrato interesse a rilevare la struttura cittadina per una gestione semestrale, fossero in città per discutere i dettagli dell’accordo con il Comune.
Accordo che non deve essere andato in porto, visto che il confronto dovrebbe continuare oggi, e che di fatto - dato che le corse non paiono destinate a partire prima della fine di giugno - potrebbe non essere più semestrale, ma ridursi almeno di un mese. Il problema è che senza accordo l’ippodromo resta chiuso, i cavalli non corrono e i venti ex dipendenti della Labronica corse vedono sfumare anche l’ultima possibilità di ritrovare il loro lavoro. La richiesta principale dei lavoratori è sempre stata la stessa, ossia il reinserimento di tutti sul mercato occupazionale.
A parte la gestione per i prossimi sei mesi, che se si dovesse davvero concretizzare porterebbe Alfea a usare i venti dipendenti alternando lavoro e cassa integrazione, il problema più grosso è per il futuro.
Perché la società pisana non ha mai nascosto l’impossibilità di assumere la totalità degli ex dipendenti della Labronica corse, che però hanno avuto dal Comune la garanzia di essere ricollocati tutti (magari all’interno di partecipate o in altre realtà collegate all’amministrazione).
(a.c.)
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